Acceleratore lineare a Lecce. S’attende la risposta dalla Regione

12902(intl).qxdL’11 luglio scorso l’Istituto Calabrese – prevenzione, diagnosi, cura e ricerca clinica S.r.l. ha protocollato presso la Regione Puglia, l’ASL Lecce e il Comune di Lecce, una richiesta di autorizzazione all’acquisto e installazione di un acceleratore lineare per la cura dei tumori.

Solo il Comune ha risposto positivamente a tale richiesta, mentre tutto tace sul fronte Regione e ASL. Intanto, centinaia di salentini sono costretti ogni anno ai viaggi della speranza, alla ricerca di cure di radioterapia di ultima generazione fuori dalla nostra Regione, con costi molto pesanti sia per i malati che per le casse pubbliche.

All’indomani della diffusione nel giugno 2014 da parte della LILT (Lega italiana per la lotta ai tumori) dei drammatici dati sull’incidenza delle patologie tumorali in provincia di Lecce (CLICCA QUI), è scattata la corsa per dotare il territorio di questa indispensabile tecnologia terapeutica.

L’ASL di Lecce, forte di uno stanziamento di due milioni e 700mila euro, si è mossa pochi giorni fa per portare all’ospedale Vito Fazzi l’acceleratore lineare. Attraverso una una procedura burocratica un po’ complessa (CLICCA QUI), l’Ente pubblico ha richiesto un progetto alla sola ditta Elekta. Se entro il 9 ottobre l’altra azienda produttrice di macchinari di questo tipo (la Varian) non dovesse farsi avanti, l’appalto sarà affidato alla Elekta Spa di Agrate Brienza.

Si tratta tuttavia di un’ipotesi piuttosto remota, visto che Varian ed Elekta, i due produttori leader di questa tecnologia, si fronteggiano abitualmente nei diversi bandi in Italia e in Europa.

Come spesso accade, invece, il settore privato accreditato si è mosso con maggiore rapidità e senza i vincoli delle amministrazioni pubbliche, mettendo sul piatto progetti e risorse economiche. L’Istituto Calabrese di Lecce ha fatto sapere ieri in una nota di essersi attivato oltre due mesi fa per offrire ai pazienti salentini un centro all’avanguardia per la radioterapia, in modo da completare il percorso che va dalla diagnosi precoce delle neoplasie nel Centro Pet di Cavallino (impianto realizzato peraltro dopo lunghissima battaglia legale: CLICCA QUI) ai trattamenti di cura, appunto, nella struttura per la quale è stata richiesta autorizzazione.

Giuseppe Calabrese, amministratore unico dell’azienda di Medicina nucleare, ha fornito a tal proposito alcuni dettagli sul programma di investimento:

1) L’ubicazione della nuova struttura sorgerà a Lecce (in Via San Pietro in Lama) in un immobile già autorizzato all’attività sanitaria e sede storica del Centro medico Calabrese.

2) Il macchinario per la radioterapia selezionato dall’azienda è di ultimissima generazione: si tratta infatti dell’acceleratore TrueBeam STX v 2 della Varian Medical System. Un’apparecchiatura veloce ed affidabile che consente l’erogazione di dosi anche molto elevate di raggi X ad alta energia in aree del corpo molto piccole, consentendo in questo modo di aggredire le neoplasie più difficili da curare (cervello, colonna vertebrale, polmone, fegato e prostata). Grazie a questa caratteristica tecnologica ad alta precisione, il medico riesce a colpire la massa tumorale, lasciando intatti i tessuti sani.

3) Non solo nella regione Puglia è assente una tecnologia di tale livello e qualità, ma l’intero Meridione ne è sprovvisto (l’acceleratore TrueBeam più vicino è a Roma).

4) L’Istituto Calabrese S.r.l. è pronto a realizzare l’investimento in tempi molto rapidi. E’ interessante sottolineare, poi, che l’investimento viene sostenuto esclusivamente dall’azienda (senza quindi alcun contributo pubblico) e che l’Istituto Calabrese ha sempre affiancato alla massima qualità delle attrezzature, una grande attenzione agli arredi e all’accessibilità e fruibilità delle sue strutture, nonché personale altamente specializzato, vero fiore all’occhiello dell’azienda.

Intanto nella giornata di ieri 29 settembre, l’assessore regionale alla pentassugliaSanità Donato Pentassuglia ha ricevuto dalle mani del volontario Massimo Rizzo, oltre 2.500 firme per l’acceleratore lineare.
Il cittadini delle province di Lecce, Brindisi e Taranto sono sempre più preoccupati per la disattenzione delle Istituzioni rispetto al pauroso aumento delle patologie tumorali. Lo stesso Massimo Rizzo ha spronato l’assessore Pentassuglia a monitorare il cattivo funzionamento dei così detti “gruppi multidisciplinari di Oncologia”.

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