Business dell’acqua

acqua-di-tuttiL’acqua, fondamentale risorsa del Pianeta, sta rapidamente sparendo. La sua scarsità a livello globale si profila come la maggiore minaccia di crisi ecologica, economica e politica. L’oro blu, bene imprescindibile per la vita umana, è sotto minaccia. Soprattutto perché fa gola alle multinazionali e il suo business ha un valore immenso.

Il business delle acque minerali in bottiglia è diventato uno dei settori più lucrativi e in espansione al mondo, dominato fino a poco tempo fa dalla Nestlé (proprietaria, fra gli altri, dei marchi del gruppo italiano San Pellegrino) e dalla Danone. Oramai sono tallonate da altre due «gentili sorelle dell’acqua» che sono la Cocacola e la Pepsicola.
Le francesi Suez-Ondeo e Vivendi-Veolia, da sole, gestiscono la distribuzione dell’acqua per più di 250 milioni di persone, senza contare quelle servite dalle società di cui posseggono delle partecipazioni azionarie. La banca privata svizzera Pictet prevede che nel 2015 le imprese private forniranno l’acqua potabile a circa 1 miliardo e 750 milioni di «consumatori».
Ultimo caso maggiore e significativo è quello della Thames Water – la più grande impresa d’acqua del Regno Unito, numero 3 mondiale (dopo le due citate imprese francesi) – che l’australiana Macquarie ha comprato dalla tedesca Rwe.
Così, un giornalista di Zurigo inizia a indagare sulla corporation più potente del suo Paese e questo viaggio lo conduce dalla Svizzera dritto dritto verso il Pakistan, dove viene coinvolto in una dura lotta tra cittadini, piccole formiche inermi che cercano di proteggere le loro fonti locali, e un gigante internazionale.
Pakistan, dove i pozzi scavati dalla multinazionale svizzera Nestlé stanno privando la popolazione dell’acqua potabile, che poi rivende a caro prezzo bell’e imbottigliata, la prima acqua “purificata”, cioè acqua di rubinetto trattata con l’aggiunta di minerali, commercializzata nel Paese asiatico.
Quindi una delle più grandi truffe del mondo, è quella dell’acqua in bottiglia. E’ molto semplice, funziona così: io trovo una sorgente d’acqua, metto una pompa, pompo l’acqua in una cisterna, la porto via con un camion, la metto in bottiglia, e poi te la vendo.
Poi ci sono anche gli estremi comici, o forse geniali: le marche Aquafina di Pepsi e Dasani di Coca-Cola Company, sono prodotte direttamente dall’acqua del rubinetto, sì, neanche si sforzano di andare a rubarla fino a una sorgente, aprono il rubinetto, riempiono le bottiglie, e ce le vendono. Che anche Alessandro Del Piero e la ex Miss Italia e Jennifer Aniston bevono l’acqua in bottiglia, e sono così belli…
E intanto le riserve d’acqua dimuniscono in maniera spropositata, i laghi stanno diventano paludi e i fiumi torrenti.
E gli incassi di Nestle & friends vanno alla grande.
E Noi stiamo a guardare, guardare al supermercato il prezzo più conveniente per una bella bottiglia di acqua di rubinetto con aggiunta di sali minerali senza fare due conti.
L’acqua del nostro rubinetto di casa, con l’aggiunta di un economico filtro diventa superiore in qualità e benessere di qualsiasi altra e non solo, costa pochissimo non ha scarti di plastica ed è fresca.
Si fresca, avete pensato quanto ristagna un acqua in bottiglia dalla produzione alla vendita? Visto l’enorme quantità di magazzino che si deve fare?
Riflettete gente….

Firmato: Acquario
Sito web:
Twitter :


Non Registrato

Autore: Non Registrato

Biografia:

Utente che non si è registrato ma ha contribuito inserendo questo articolo.



Scrivi La Tua Opinione

*

Immagine CAPTCHA

*