Cancro polmonare: cresce fra donne e non fumatrici

Microscopio-cancro-polmoniCirca 38 mila casi nel 2011, destinati a diventare 45 mila nel 2020 e oltre 51 mila nel 2030. E’ il trend italiano del cancro al polmone, big killer responsabile di oltre un quarto (26%) delle morti oncologiche. Con numeri in crescita soprattutto fra le donne, e non solo per colpa delle sigarette: “Oggi un caso di cancro polmonare su 5 (20%) viene diagnosticato nei non fumatori, il dato è in aumento e l’incremento riguarda perlopiù le giovani donne”. Lo spiega dal congresso Asco (American Society of Clinical Oncology) di Chicago Cesare Gridelli, direttore del Dipartimento di oncoematologia dell’ospedale Moscati di Avellino. Ufficialmente, precisa l’esperto, per motivare questo allarme al femminile si usa la formula “fattori genetici e ormonali”, ma “la verità – confessa – è che le ragioni reali non le abbiamo ancora capite”. Sui fattori che minacciano i polmoni delle non fumatrici, di fatto, è ancora giallo.”

Oggi tutto è cambiato, ma sul tumore che colpisce a tradimento i ‘vergini’ della sigaretta resta moltissimo da scoprire. “Mentre il cancro al polmone da fumo è una neoplasia ormai ben codificata – sottolinea l’oncologo – quello dei non fumatori è completamente diverso. E’ praticamente un’altra malattia, un caso a sè”. In particolare, nel caso delle donne sotto la lente dei ricercatori c’è il Dna: “Si è visto che nelle pazienti che si ammalano di cancro al polmone pur non fumando – evidenzia infatti lo specialista – la mutazione del gene che codifica per il fattore di crescita Egfr è presente nel 50% dei casi. Un dato di gran lunga superiore a quello della popolazione generale”, e quindi una pista da seguire per capire di più.
Gridelli tiene comunque a puntualizzare che la grande maggioranza dei casi di cancro al polmone è provocata dal fumo: “La sigaretta è responsabile dell’80% dei casi” ed è un nemico sempre più al femminile. “In generale, salvo alcune eccezioni come la regione Campania, gli uomini che smettono sono in aumento e si abbassa anche l’età dell’addio al pacchetto. Invece fra le donne si sta raggiungendo il picco di abitudine al fumo” e gli effetti di questa tendenza si leggono nei polmoni: “L’incidenza di cancro nell’uomo cala, quella nelle donne sale”.
Aspettando la verità assoluta su un male “oscuro” che flagella e uccide senza dicriminazioni, rivolgiamo il nostro pensiero al profitto che verrebbe a mancare se il caso “CANCRO” fosse risolto.
Forse questi dati e statistiche con cui ci incutono paura e terrore servono per alimentare il flusso di denaro infinito? Possibile che ancora, luminari e ricercatori, parlano vagamente e si contraddicono sul cosa è dannoso? Forse oltre alle sigarette ( deduzione rapida perchè collegata alla respirazione?) ci sono altri fattori (collegati alla respirazione o all’alimentazione, visto che parlano di mutazioni) che non possono essere eliminati perchè dannosi all’economia (vedi carburanti,auto,centrali a carbone)?

Firmato: Dilix
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