Cibo Biologico: sequestri, ricerche e menzogne.

biologicoRAVENNA – Oltre 1.700 tonnellate di falsa soia biologica proveniente dall’Est Europa sono state sequestrate in tutta Italia dalla Guardia di finanza di Ravenna in un’operazione nell’ambito dei controlli contro le frodi alimentari. La soia è risultata avere il doppio degli organismi geenticamente modificati rispetto al consentito. Cinquecento tonnellate sono state bloccate al porto di Ravenna, altre 1.200 presso grossisti di diverse città italiane.

La soia contaminata, una volta arrivata al porto di Ravenna dall’Est Europa, era accompagnata da false certificazioni che ne attestavano la purezza e la qualità, traendo così in inganno i consumatori circa le caratteristiche del prodotto.

Questo il fatto di oggi che riapre il dibattito sul cibo biologico: è davvero la scelta migliore?

Nonostante la crisi e la generale contrazione dei consumi, il bio ha continuato ad espandersi anche nel 2011. Aumenti record si sono registrati in particolare per prodotti come la pasta (+35%), il latte (+ 32%), le mozzarelle (+83%), i cracker (+54%) e i formaggi freschi e spalmabili, addirittura sono raddoppiati (+101%). L’Italia, ricorda l’associazione agricola, detiene la leadership europea per numero di operatori certificati (47,663 al 1 gennaio 2011, -1,7%) e per ettari di superficie coltivati secondo il metodo biologico (111.3742 ettari, +0,6%).

Siamo disposti a spendere quasi il doppio, come rivela un’indagine di Altroconsumo, per acquistare prodotti da agricoltura biologica. Perché li consideriamo più genuini, più buoni, più rispettosi del pianeta. Quando li portiamo in tavola, ci sentiamo in armonia con la natura. A ben vedere, però, le cose non stanno esattamente così. Biologico non è sinonimo di sostenibile (non sempre, perlomeno) e neppure garanzia di qualità nutrizionali superiori (anche se è proprio questo l’equivoco su cui fanno leva le campagne di marketing).

All’American journal of clinical nutrition, che ha provato a fare un’antologia degli studi scientifici affidabili sulle proprietà degli alimenti biologici: hanno trovato ben 98.727 pubblicazioni da esaminare. Il criterio previsto per la successiva selezione non era neanche così severo, dato che per essere considerata affidabile una pubblicazione scientifica deve rispondere al requisito minimo di essere stata sottoposta a peer review, ovvero la verifica della ricerca da parte di altri scienziati, eppure, alla fine, di 98.727 studi solo dodici (12!) hanno superato l’esame.
Questo significa che le convinzioni diffuse sulle proprietà degli alimenti biologici si fondano essenzialmente su dodici ricerche serie ma soprattutto su altre decine e decine di migliaia di pubblicazioni inattendibili, dato che alla fine del lavoro l’istituto di ricerche ha sentenziato che “da una revisione sistematica della letteratura oggi disponibile, non vi sono evidenze di effetti collegati alla salute come risultato del consumo di alimenti biologici”.

Per quanto riguarda i benefici per l’ambiente il quadro è paradossalmente peggiore: su Proceedings of the National Academy of Sciences of United States of America hanno provato a immaginare un mondo in cui si dovesse dare da mangiare alla popolazione mondiale attuale attraverso le tecniche produttive del 1960, che se non erano biologiche a quei tempi poco ci manca (tra il 1961 e il 2005, mentre la popolazione mondiale cresceva del 111%, la produzione agricola è aumentata del 162%): ebbene, bisognerebbe deforestare e rendere coltivabile una superficie superiore a quella della Russia.

Un’altra ricerca , fatta tempo fa in America, sulle patate biologiche: sequestrate dal mercato perché risultarono tossiche ai bambini, a causa dell’eccesso di solanina che esse producevano; e più recentemente, in Italia, i bambini di una scuola elementare si ritrovarono a masticare, assieme al riso, anche dei vermi, la cui presenza – si «difese» la ditta fornitrice – era dovuta al fatto che quel riso era, appunto, biologico.
Vi dicono che la pratica biologica non usa prodotti chimici di sintesi. Ma non vi dicono che non v’è alcuna differenza tra un prodotto chimico «naturale» o di sintesi: l’aspirina che acquistate in farmacia è un prodotto chimico di sintesi, anche se può essere estratta dalla corteccia del salice (troppi salici ci vogliono per produrre una pasticca).
Vi dicono che, in caso di malattia, essa viene curata coi prodotti omeopatici. Ma non vi dicono che l’omeopatia non cura alcuna malattia.
Semplicemente non può farlo. L’omeopatia non ha mai curato nessuno, né pertanto mai curerebbe le eventuali infezioni di una vacca, il cui latte viene etichettato «biologico» solo perché la pratica biologica prescrive l’uso della pratica omeopatica.

È vero, per esempio, che pesticidi, fertilizzanti e insetticidi chimici, utilizzati nell’agricoltura convenzionale, costituiscono una minaccia per l’ambiente. Tuttavia, non è altrettanto vero il contrario, che i metodi naturali (microorganismi e insetti antagonisti, sostanze non di sintesi) siano buoni a prescindere. Alcuni pesticidi organici, come il rotenone derivato dalle radici di piante leguminose, si sono rivelati tossici per la salute e sono stati messi al bando in Europa. Il rame presenta problemi perché si accumula nel terreno, le piretrine uccidono anche le api, oltre agli insetti infestanti.

Non è vero – poi – che il cibo bio è più ricco di nutrienti, come vitamina C, antiossidanti e minerali. Secondo alcune ricerche sì, ma altre hanno dato risultati di segno opposto.
Alla fine, la più vasta revisione sistematica degli studi pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition ha concluso che mancano evidenze per stabilire questa presunta superiorità nutrizionale. Il contenuto di antiossidanti e micronutrienti nell’ortofrutta dipende da numerosi fattori: varietà, freschezza, latitudine, condizioni climatiche; questi elementi influiscono più del metodo di coltivazione. Fa eccezione il latte biologico, che è naturalmente più ricco di acidi grassi omega tre. Un vantaggio probabilmente legato al pascolo delle mucche, che si nutrono di erba e non di mangimi.

Non dimentichiamoci i 40 morti causati dal ceppo di E. coli proveniente da germogli bio in Germania o la mozzarella Blu, tutti prodotti spacciati per Bio.

Quindi l’ “affare” del biologico, che ha messo in crisi molte aziende in Italia a favore di molte aziende nell’est europa ( che dati alla mano sui sequestri non sembrano proprio biologici , ma hanno ingrossato le tasche dei soliti ) e China ( che sembra avere il monopolio di tanti prodoti, ma è uno dei paesi più inquinati al mondo) , sembra proprio un bella truffa.

A vendere illusioni sono i mercanti di quei cibi il cui unico scopo è di aumentare il costo della vostra spesa, in media il 26 per cento in più, a loro esclusivo vantaggio. Perché «le differenze rilevate nei nutrienti contenuti nei prodotti biologici rispetto a quelli più convenzionali ci sono, ma non rilevanti al punto da incidere sulla salute dei consumatori.

I principi tradizionali del biologico si fondano sul rispetto dell’ambiente e la tutela di acque, suolo, animali: è vietato l’uso di fertilizzanti e pesticidi chimici; è favorita la rotazione delle colture che rende il terreno fertile e protegge la biodiversità; è escluso il ricorso ad allevamenti intensivi, come pure ad antibiotici e ormoni.

La scelta del biologico implica non inquinare l’ambiente, ridurre le emissioni di Co2, favorire la biodiversità, stare lontani dagli Ogm, ridurre il consumo di acqua.

Ma allora quando mi spacciano prodotti provenienti dalla China o Est Europa per prodotti biologici dove sono i KM Zero?
Dubito fortemente che i grandi marchi possano mirare a un prodotto di ” qualità ” con l’enorme impiego di capitali e di magazzino che devono avere per soddisfare i consumatori nazionali e internazionali, quindi il risparmio dove avviene se devono essere competitivi?

In conclusione sta a Noi consumatori modificare l’andamento negativo di questo sistema che pensa sempre più alle tasche e meno alla salute. Quando comprate state attenti e non fatevi ingannare.
Occorre sempre di più imparare a distinguere tra prezzo basso e prezzo ingannevolmente basso.

Il cibo salutare e anche economico probabilmente è molto più vicino e alla portata di tutti, senza affidarci a intermedari che affamono e distruggono il sistema.

Firmato: Biossidato
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Commenti

  1. filippo dice:

    oddio fammi capire, i fertilizzanti di sintesi sono migliori di queli organici?
    Dove lo hai letto su topolino? 1-Atrofizzazione delle acque, 2-deperimento della microfauna e delle sostanze organiche del terreno con conseguente ulteriore utilizzo di irrigazione, ammendanti ecc. 3-per produrre un kg di concime azotato occorrono 2 kg di petrolio, smaltimento tramite depuratori per i prodotti che potrebbero essere riconvertiti a concime bio,4- maggiore resistenza delle piante alle malattie dovute a una minore concentrazione di N(l’azoto organico viene rilasciato gradualmente quello di sintesi molto meno, con conseguente ipertrofismo vegetale e minore resistenza alle malattie e insetti),
    La salute degli animali bio è enormemente maggiore semplicemente xchè vivono in condizioni migliori. Dove è stato costruito un allevamento di polli in batteria il terreno diventa STERILE per gli enormi quantitativi di antibiotici usati. Gli animali si ammalano xchè vivono iperstressati, in condizioni lontanissime da quelle naturali e gli allevatori devono curarli di continuo.
    Il rame hai ragine è tossico e x questo fortemente sconsigliato anche se utilizzato(nella biodinamica quasi x nulla però). Adesso non ti scrivo quali disastri hanno prodotto i pesticidi nel mondo basta che vai su google e fai una ricerca, vengono fuori centinaia di migliaia di voci.
    Poi l’italia è tra i maggiori produttori bio d’europa. X il prezzo chiedi a chi ci specula sopra non agli agricoltori.

    • Croupier Croupier dice:

      Forse sei Tu tanto abituato ai “topolino” che non capisci più il senso di ciò che leggi!
      L’articolo fa riferimento a come ciò che chiamano in un modo altro non è in alcuni casi peggiore di ciò che boicottano ( con palese riferimento a ricerche VERE , no a TG di parte). Non si fa riferimento a quello che è meglio o peggio ma solo a fatti . Il “Biologico” come da articolo ha delle salde regole che invece vengono aggirate! La prossima volta che leggi qualcosa dovresti avere la “mente” aperta a recepire il messaggio poi commenti e insulti :).

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