Come eliminare tutti gli “indesiderabili” con una parola: Olocausto

bambini-olocaustoSei milioni di ebrei, vittime della Shoah, sono state diffamate, demonizzate e disumanizzate, come giustificazione per il genocidio.

Il genocidio degli ebrei d’Europa è riuscito non solo per l’industria della morte e la tecnologia di terrore, ma anche a causa dall’ideologia dell’odio.
La demonizzazione dell’altro raggiunge l’apice dell’odio nel ragionamento malato di un gruppo di persone dedite a fomentare odio e paura nell’affrontare ciò che non si sa gestire.

“L’Olocausto non è iniziato nelle camere a gas – è cominciato con le parole’’. Questi sono gli effetti catastrofici del razzismo.

Allora ricordiamo gli eventi passati per non dimenticare gli orrori che si sono compiuti verso degli esseri umani e sotto gli occhi più o meno consapevoli di tutto il mondo “perbene”.
Alcuni sopravvissuti ci urlano ancora le loro sofferenze, hanno ancora il numero tatuato sul braccio e sono anziani i circa trecento ex prigionieri di Auschwitz.
Avevano subito ogni genere di sopruso, fino alla negazione stessa della dignità di essere umani. Era difficile sopravvivere in quell’inferno.

Senza tralasciare nel ricordo i BAMBINI, che furono ovviamente tra i più esposti alle violenze dell’Olocausto. I Nazisti sostenevano che l’uccisione dei figli di persone ritenute “indesiderabili” o “pericolose” fosse giustificata dalla loro ideologia, sia quella basata sulla “lotta di razza”, sia quella che considerava l’eliminazione dei nemici una misura preventiva necessaria alla sicurezza.
Nei ghetti, i bambini ebrei morivano a causa della denutrizione e dell’esposizione alle intemperie. Siccome i bambini erano troppo piccoli per potere essere utilizzati nel lavoro forzato, le autorità tedesche in genere li selezionavano per primi – insieme agli anziani, ai malati e ai disabili – per essere deportati nei centri di sterminio.

Ma questo breve prologo di ciò che anche i media in questi giorni ci ricordano ha molta attinenza con i giorni nostri e viene quasi facile dire che la storia si ripete anche se prende strade diverse e forse meno battute.

«L’ossessione del diverso, dell’altro da sé, anche se da secoli pienamente e lealmente parte della propria comunità, aveva intossicato quasi interamente una nazione, e contagiava quelle vicine», e neanche l’Italia fu immune dal virus razzista e antisemita».
Inevitabili i riferimenti all’oggi, Auschwitz ci ricorda di quali orrori può essere capace l’uomo», e non bisogna sottovalutare che anche adesso «teorie aberranti, odio e fanatismo spargono sangue innocente in tante parti del mondo.

L’olocausto fu un momento eccezionale della storia. Adesso, muoiono solo otto milioni di persone all’anno per cause legate alla fame, le guerre creano masse di rifugiati e migliaia di migranti affogano o si perdono cercando una vita migliore. Certo, non succede a noi che leggiamo queste righe. Sono sempre gli altri, come altri erano gli ebrei. E le loro storie continuano a uscire in penultima pagina, quando escono.

Firmato: Nadia
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Commenti

  1. Angela dice:

    ……….e già,c’è chi addirittura sostiene che l’Olocausto non sia esistito,forse perché ammettere che l’uomo sia capace di tali atrocità ci porta ad una presa di coscienza e di corresponsabilità.

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