Cosa sapere per aprire un’erboristeria.

erboristeriaAprire un’erboristeria non è affatto così difficile come si pensa, anche se, come in ogni attività, vanno fatte delle valutazioni circa i pro e i contro di questa scelta e non va dimenticato che molti sono i documenti da fare e le incombenze a cui pensare.

Intanto, c’è da chiarire che ogni Comune segue regole diverse per aprire un‘erboristeria, pertanto le informazioni che possiamo fornirvi sono a carattere generico e non possono essere considerate a priori valide per tutti i Comuni: tuttavia, diventare un bravo e stimato erborista non è così semplice come si potrebbe credere. Dal punto di vista pratico, infatti, oltre allo studio, sarebbe auspicabile farsi affiancare da un professionista esperto in grado di insegnare i “trucchi del mestiere”, almeno per i momenti iniziali.
Aprire un’erboristeria, dal punto di vista economico non è difficilissimo, per il semplice fatto che l’avvio di un’attività di questo tipo comporta investimenti più contenuti. Inoltre, a seconda di come è organizzato il punto vendita, un’erboristeria può anche essere gestita da una sola persona.
Dal punto di vista burocratico e amministrativo, per aprire un’ erboristeria occorre che vengano fatte delle distinzioni: se all’interno dell’esercizio commerciale si intende produrre o commercializzare piante officinali sfuse e loro derivati, non è possibile aprire un’erboristeria senza possedere una Laurea Triennale in Scienze Erboristiche – da conseguire presso la Facoltà di Agraria – oppure una specializzazione in Farmacia. Se infatti si è in possesso di una Laurea Specialistica in Farmacia, è possibile aprire una parafarmacia contenente medicinali ed anche prodotti erboristici.
Qualora invece l’attività di erborista fosse unita alla vendita di prodotti salutistici già preconfezionati, il primo passo sarebbe quello di rivolgersi all’Ufficio Commercio del Comune in cui si intende avviare l’attività.
Infatti, secondo il D. Lgs. 114/98, se i prodotti venduti sono considerati “non alimentari” è necessario il possesso dei soli requisiti morali; se i prodotti sono considerati “alimentari” è necessario possedere anche uno dei requisiti professionali indicati dall’art. 5 del citato decreto, pertanto solo il Comune potrà stabilire la situazione più consona ed indicare la strada da seguire.
Certamente, nella valutazione da fare prima di aprire un’erboristeria, c’è da dire che nonostante il dispendio economico non molto elevato – in quanto questo tipo di attività non richiede locali troppo ampi e quindi un numero di personale elevato – è necessario non solo che il personale sia preparato – e che questa preparazione sia dimostrabile – ma anche che all’interno dell’esercizio commerciale vi sia un vasto assortimento di prodotti.
Infatti, proprio perché si tratta di una vendita di prodotti molto particolari e non trovabili ovunque, la clientela è certamente tra le più esigenti e il buon successo deriva proprio dalla soddisfazione dei clienti.
Le uniche forme di aggregazione degli erboristi sono quelle sindacali, ovvero la Federazione Erboristi Italiani e l’Unione Nazionale Erboristi, che hanno il compito di rappresentare gli operatori di questo settore e tutelarne i diritti giuridici e sindacali.

Firmato: Timo
Sito web: http://gustosericette.altervista.org/
Twitter :


Tossico

Autore: Tossico

Biografia:

« È la dose che fa il veleno » (Paracelso)



Contatti

Scrivi La Tua Opinione

*

Immagine CAPTCHA

*