Crack da 400 milioni: fallite Sinergia e Imco, le holding di Ligresti

ligresti-salvatoreI giudici del tribunale fallimentare di Milano hanno dichiarato fallite le holding del gruppo Ligresti, Sinergia spa e Imco spa, accogliendo la richiesta della procura.

Gravate da debiti per un totale di circa 400 milioni di euro, avevano chiesto ai giudici altre due settimane di tempo per presentare il piano di salvataggio, ossia un accordo di ristrutturazione del debito. La Procura di Milano si era opposta a questa richiesta, spiegando in sostanza che c’era incertezza riguardo agli investitori che avrebbero dovuto, secondo la bozza del piano di salvataggio, sottoscrivere le quote del fondo immobiliare Hines, il quale avrebbe dovuto accollarsi 243 milioni di debiti e versare 50 milioni cash. Inoltre, il pm aveva avanzato seri dubbi su alcune operazioni sospette ancora in atto, a suo dire, da parte di Imco e Sinergia con parti correlate, e avrebbero drenato risorse soprattutto da Milano Assicurazione. Bocciata dunque la richiesta di rinvio per il piano di salvataggio, è scattato il fallimento delle due holding.

Ma facciamo un passo indietro per capire perchè si è arrivati a questo punto:

C’è voluta la denuncia di Amber capital, un fondo americano piccolo azionista di Fondiaria-Sai a mettere sotto i riflettori il sistema Ligresti. Soldi, centinaia di milioni di euro che da anni uscivano dalle società quotate controllate dai Ligresti a favore delle società della famiglia, a monte della galassia dell’ingegnere siciliano.

E in effetti dai bilanci del 2010 che Il Sole 24 Ore ha consultato nulla faceva presagire il peggio.
Quell’anno i conti di Sinergia mostrano un exploit dell’utile. Salito a ben 44,8 milioni di euro dopo un biennio in rosso, il 2009 e il 2008, per 20 milioni in ambedue gli anni.
Un 2010 alla riscossa quindi. Ma l’utile di per sé non deve ingannare.
I problemi Sinergia li ha sul fronte del debito che resta elevato. Tra debiti a breve e a lungo Sinergia deve a fine 2010 alle banche 318 milioni di euro. Gran parte di quei debiti sono contratti con pegni sulle azioni della stessa Premafin.
Nel 2010 la cifra è impressionante. A garanzia dei prestiti bancari sono a pegno 81,8 milioni di titoli Premafin per un valore di bilancio in Sinergia di 116 milioni di euro, cioè 1,41 euro per azione. Sono praticamente tutte le azioni Premafin possedute da Sinergia dato che la holding ne detiene per 82,9 milioni. E sempre per i Ligresti quei titoli Premafin valgono 1,41 euro.
Peccato che a fine dicembre 2010 quei titoli valgano in Borsa poco più della metà cioè 0,77 euro. Tanto che la stessa Sinergia scrive nel bilancio che c’è una perdita potenziale di 54 milioni di euro sui titoli Premafin che vengono scritti a bilancio per un valore di 117 milioni. E siamo solo all’inizio della lunga discesa del titolo.

Per Sinergia, già nel 2010, era essenziale che i titoli Premafin non perdessero ulteriore valore perché tutti i titoli erano stati dati in pegno alle banche. E se il valore scende in modo duraturo le banche chiedono o il rientro dei prestiti, cosa che avrebbe mandato gambe all’aria la società o il reintegro delle garanzie. Un fatto materialmente impossibile perché già tutti i titoli della famiglia, cioè quegli oltre 80 milioni e più di pezzi erano stati dati in garanzia alle banche.

Ecco perché il Pm Luigi Orsi individua nella manipolazione del titolo Premafin e quindi nell’accusa di aggiotaggio a Salvatore Ligresti il movente. Tenere più alti possibili i valori Premafin era vitale per mantenere in piedi Sinergia e i suoi 318 milioni di debiti.

Del resto è singolare che il titolo Premafin almeno dall’autunno del 2008 sia sempre sopra l’andamento del titolo FonSai che è di fatto l’asset principale di Premafin. Se scende FonSai, Premafin dovrebbe seguirne le sorti. Ma non è così.
Tanto che la stessa Consob ha mostrato che tra il 2009 e il 2010 erano proprio i due trust esteri che la Procura fa risalire ai Ligresti a movimentare il titolo Premafin. Un modo forse l’unico per evitare di fallire già nel lontano 2010, come la Procura sostiene oggi.

Il sostituto procuratore Luigi Orsi, che ha già iscritto Salvatore Ligresti nel registro degli indagati per aggiotaggio e ostacolo all’autorità di vigilanza, può ora procedere anche per il reato di bancarotta.

Incredibile ma vero che si possa arrivare a questi risultati senza che nessun esperto di finanza avesse un sospetto…

Firmato: Crack
Sito web: http://webannunci.altervista.org/
Twitter :


Non Registrato

Autore: Non Registrato

Biografia:

Utente che non si è registrato ma ha contribuito inserendo questo articolo.



Scrivi La Tua Opinione

*

Immagine CAPTCHA

*