E tu lo sai dove pubblica il tuo professore ?

professoreDopo anni in cui ci si affidava alle “autocertificazioni” dei ricercatori e dei professori che inserivano nel grande archivio Cineca i loro lavori e alle singole valutazioni delle singole commissioni d’esame, l’Anvur, che è l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, ha provato a fare il primo censimento delle riviste. Le riviste scientifiche danno punteggio a chi riesce a pubblicarvi sopra articoli (scientifici), concorrono a far ottenere una cattedra e aiutano i finanziamenti verso i singoli atenei.

Con una commissione esterna (28 membri, un centinaio di esperti coinvolti) e sotto la pressione del mondo accademico, l’Agenzia di valutazione ha reso pubbliche le 16 mila riviste scelte (alcune replicate in diverse aree tematiche). E i risultati, subito sottolineati dalla controinformazione online (Roars), sono apparsi esilaranti.
L’idea era di fissare dei parametri quanto più possibile oggettivi e incontestabili per una sorta di preselezione dei professori universitari. Obbligando gli aspiranti cattedratici a presentare un certo numero di lavori scientifici, diversi a seconda del settore, pubblicati su una serie di riviste. Una specie di «patentino» indispensabile per concorrere poi alle gare per conquistare questa o quella cattedra. Eliminando la stagione dei concorsi truccati, dei curriculum fatti di articoli firmati insieme con i commissari d’esame, della cooptazione di mogli, figli, sorelle, fratelli, cognati e cugini che hanno fatto precipitare la reputazione del nostro sistema universitario a livelli spesso umilianti.
Ma nella lista delle riviste saltano all’occhio delle anomalie che di scientifico hanno poco.
Per esempio c’è Yacht Capital, che nell’ultima copertina offre un sorridente Flavio Briatore in camicia nera e occhialini fumè per fargli raccontare “la mia estate in pole position”. Yacht Capital è inserita nell’area 8, “Ingegneria civile e architettura”, come d’altronde la rivista consanguinea Barche.
Nell’area 10, “Scienze dell’antichità filologico-letterarie e storico-artistiche”, c’è Airone, un tempo settimanale turistico-ambientale che oggi si è evoluto offrendo in copertina una gnocca svestita: serve a illustrare il titolo “I misteri della sessualità femminile (orgasmo, tradimento, fantasie, coppia”). Difficile comprendere l’accostamento di Airone con le scienze dell’antichità e con le riviste scientifiche.
Troviamo il Touring club italiano e pure Etruria oggi. Dovrebbe parlare di arte e filologia, ma stavolta dedica la copertina alle Olimpiadi di Federica Pellegrini.
L’online Libertiamo diretto da Benedetto Della Vedova, Fli, è inserita nel ramo Scienze giuridiche.
Il bimestrale Alternative per il socialismo, diretto da Fausto Bertinotti, è inserito in Scienze delle antichità. Anche qui, in area politica, alcuni periodici presi in considerazione dall’Anvur in verità sono stati chiusi.

Spulciando si trova Suinicoltura, “punto di riferimento imprescindibile per gli allevatori di suini, per i tecnici e per le imprese impegnate nell’indotto della filiera suinicola nazionale”. Una quantità enorme di riviste confessionali: Evangelizzare del clero italiano, la Vita cattolica dell’arcidiocesi di Udine, Insegnare religione per docenti del ciclo scolastico, Animazione sociale del Gruppo Abele, L’aldilà (dedicata a Santa Zita). Alcuni quotidiani, e qui il mistero si fa fitto: Il Sole 24 ore, Il Mattino di Padova. E’ considerata scienza, la rivista dei presidi, Autonomia e dirigenza, così il trimestrale del municipio di Livorno, Comune notizie. Nell’area filosofica è stata inserita Ingegneria sismica mentre riconosciute riviste di filosofia sono state considerate scientifiche in tutti i campi universitari fuorché in quello filosofico.
Chissà se queste nuove liste sono opera di Baroni o Baronetti per agirare il nepotismo, di certo non servono a pesare la preparazione culturale, ma nel dubbio provate a metterla in un curriculum per chiedere una cattedra a Harvard…

Firmato: Sapiens
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Autore: Sapiens

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Tutto arriva ad una fine. (alexander fu sheng)



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Commenti

  1. karlmax dice:

    La solita “cosa nostra” all’italiana. E poi mi vengono a parlare di scuola e istruzione quando i professori sono dei raccomandati esperti in nulla. Super pagati dalle riviste su cui pubblicano e poi cosa si pretende se le case crollano come castelli di carta quando gli architetti sono valutati per ciò che pubblicano su riviste di agraria???

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