Facebook: debutto fallimentare

Class-action-contro-FacebookTre studi legali Usa hanno depositato class action contro Facebook per conto di alcuni investitori, che accusano il colosso internet e i sottoscrittori del suo collocamento al Nasdaq di aver nascosto loro informazioni rilevanti.

L’ipo da 16 miliardi di dollari del popolare social network si è infatti rivelata un flop, con una prima seduta chiusa faticosamente in pareggio e perdite pari all’11% solo nel secondo giorno di contrattazioni. Oggi il titolo recupera al Nasdaq un +3,61% a 32,12 dollari, ma resta ben al di sotto del prezzo di collocamento a 38 dollari.
L’azione legale è a tutto tondo: contro Facebook, contro l’amministratore delegato Mark Zuckerberg e contro Morgan Stanley e le altre banche che hanno sottoscritto l’offerta. L’accusa, come riporta il sito specializzato Business Insider, è di avere rivelato soltanto ad alcuni investitori privilegiati una riduzione consistente delle previsioni di crescita dei ricavi del social network, contribuendo al crollo del titolo nei primi giorni di contrattazioni.
Il Nasdaq ha incontrato problemi tecnici nell’avvio degli scambi di Facebook che sono stati ritardati di mezz’ora venerdì scorso all’esordio in Borsa e ha ammesso di aver incontrato difficoltà anche nel comunicare ai trader l’esecuzione degli ordini. Disguidi, mancanza di trasparenza e poca chiarezza con gli analisti che si spaccano in due: tra chi adora il re dei social networks, come Needham Research che oggi ha avviato la copertura dell’azione con un rating buy, e chi come S&P Capital Iq che invece ha avviato la copertura con sell.
Incredibile ma vero, il più grande recinto della rete svela finalmente una sua faccia di poca trasparenza, che la gente abbia preso in considerazione il fatto che è solo usata?

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