Guai in arrivo per Google

google-antitrustGoogle sta per ricevere dall’Unione Europea un documento di circa 400 pagine con tutti gli addebiti emersi da un’indagine iniziata nel novembre dello scorso anno. Il colosso di Mountain View rischia una multa milionaria.

Il dossier finirà nelle mani di Google, almeno secondo il Financial Times che cita fonti vicine alle indagini, all’inizio del prossimo anno, e conterrebbe i risultati di un’indagine dell’antitrust sull’abuso di posizione dominante da parte di Mountain View nel settore dei motori di ricerca. Google, secondo alcuni concorrenti, favorirebbe i propri siti nei risultati del suo search engine a discapito dei competitor come Foundem, eJustice e Ciao di Microsoft.

Si tratta di un documento formale che, di solito, non viene divulgano al grande pubblico. Google, in risposta alla denuncia, potrebbe decidere di cambiare comportamento per appianare in modo “amichevole” l’intera faccenda. Oppure, opporsi perché ritiene false le accuse e rischiare una causa legale che, in caso di perdita, porterebbe a una multa pari al 10% del suo fatturato annuale.

Ma i guai sono sempre accompagnati da altri guai e l’antitrust italiano che vigila contro la concorrenza sleale, accusa Google di avere una posizione quasi dominante nella raccolta e gestione della pubblicità online. Lo ha spiegato il presidente dell’Autorità, Giovanni Pitruzzella, durante la sua relazione annuale in Senato. Secondo Pitruzzella sarebbe ora di inserire le attività di Google, ma anche quelle dei social network, nel SIC, il Sistema Integrato delle Comunicazioni.
Il motore di ricerca, quindi, dovrebbe sottostare alle regole sull’editoria. Perché raccoglie pubblicità, e la pubblica insieme ai contenuti, sia nelle ricerche sia nei siti che usano Adsense per fare introiti. Anche per questo motivo non sono esenti dall’accusa dell’Antitrust i grandi social, Facebook in testa. Google, in ogni caso, ha affermato ufficialmente di essere pronta a collaborare con l’antitrust italiano e a ridiscutere il suo business pubblicitario.

Google, in realtà, è ormai abituata a trattare argomenti di questo tipo con i vari antitrust. L’ha già fatto in passato con quello americano e con quello europeo. E l’accusa era sempre la stessa: abuso di posizione dominante. Con la diffusione di Google Plus la situazione non può che peggiorare, visto che il gigante diventa sempre più grande e, prima o poi, verranno inserite le pubblicità anche sul nuovo social.
Piuttosto, inizia a serpeggiare un’ ipotesi sul rapporto tra Google e l’antitrust italiano ed europeo. In Italia e in gran parte d’Europa – Inghilterra esclusa – non sono ancora arrivate molte delle novità introdotte oltreoceano dal colosso di Mountain View. Non è arrivato, per esempio, Search Plus Your World, la ricerca sociale accusata da molti perché per “social” intende solo i contenuti pubblicati su Plus. Potrebbe anche essere che Google stia posticipando volutamente l’arrivo di SPYW nel vecchio continente per evitare di mettere altra carne sul fuoco dell’antitrust. Riguardo all’antitrust europeo, però, il Commissario alla Concorrenza Joaquìn Almunia ha chiesto a Google di inviare una proposta di risoluzione della controversia entro la fine di luglio. Google ha affermato che lo farà, quindi potrebbero esserci presto dei cambiamenti e la ricerca su Google, dopo l’estate, potrebbe essere molto diversa da come oggi la conosciamo.

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