I cadaveri plastinizzati di Gunther von Hagens

cadaveri-plastinizzati-di-Gunther-von-HagensBody Worlds, la rassegna di corpi e organi umani ideata e realizzata dall’anatomista tedesco Gunther von Hagens. Qualche strato di pelle in meno, con i muscoli in bella vista, i tendini tesi e i vasi sanguigni un tantino esposti. È una mostra per stomaci forti, sistemati nelle pose più strane, hanno attirato finora nel mondo 35 milioni di visitatori e sono ospitati dai maggiori centri espositivi del pianeta dal 1995.

20 corpi umani interi in esposizione, donati, insieme a 200 organi, da volontari che hanno deciso di devolvere le proprie spoglie alla scienza, sono stati trattati con una tecnica particolare chiamata plastinizzazione, un metodo che include il pompaggio di formalina e silicone nel corpo, attraverso le arterie, lo scioglimento dei grassi corporei mediante un solvente e l’immersione del cadavere in una materia plastica. Una sorta di mummificazione moderna che permette di apprezzare fino in fondo gli ingranaggi della complessa macchina del corpo umano.

Von Hagens le avrà anche riportate in auge, ma le procedure per conservare i cadaveri sono antiche quanto l’uomo. In Australia, Nuova Guinea, Oceania e Africa i corpi erano esposti al sole ed essiccati. In Melanesia e Polinesia si usava esporre il cadavere in zone di marea per provocarne una mineralizzazione attraverso il sale. Presso i cinesi c’era l’usanza di riempire con il miele le cavità delle salme, mentre i colombiani usavano una resina vegetale specifica. La mummificazione – molto diffusa anche nell’America andina – raggiunse il massimo livello di perfezionamento presso gli antichi egizi.

Scopo della mostra itinerante non è (soltanto) sbalordire o lasciare sconcertati, anche se si dice che alcuni spettatori siano svenuti alla vista dei corpi. Obiettivo di Von Hagens è, almeno stando alle sue dichiarazioni, educare i visitatori a una maggiore cura del proprio corpo.
Secondo Angelina Whalley, curatrice delle mostre e moglie dell’anatomista, «il 9% delle persone passate per Body Worlds ha smesso di fumare ed il 25% ha migliorato il suo stile di vita, iniziando o riprendendo a fare attività fisica». Nella foto, come la maggior parte di noi occupa il proprio tempo durante la giornata…

Proprio le domande sulla provenienza dei cadaveri in mostra hanno sollevato negli scorsi anni diverse polemiche. Ufficialmente i cadaveri in mostra sono frutto di donazioni perché «per molti la plastinazione è il modo per secolarizzare la propria sepoltura e attenuare l’angoscia di perdere la vita, attraverso la possibilità di estendere la propria esistenza fisica dopo la morte» come ha dichiarato Von Hagens.
Al termine delle esposizioni, ai visitatori viene fornito un modulo da firmare nel caso qualcuno volesse donare dopo la morte, il proprio corpo a questa causa. E anche se a molti la cosa fa storcere il naso sembra che Von Hagens abbia ricevuto già 13 mila donazioni registrate e 3.600 in lista d’attesa, una media di 5 richieste al giorno in alcuni periodi.
La maggioranza dei donatori (il 22%, secondo i dati presentati da Von Hagens) donerebbe il proprio corpo per la pubblica utilità; altri, il 19%, per il fascino per la plastificazione; il 13% per il desiderio di non essere né cremati né interrati. Lo stesso anatomopatologo – nella foto – ha dichiarato di voler fare del proprio corpo l’ultima sua opera (lo scienziato tedesco è ammalato di Parkinson).

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