IBM al primo posto nei supercomputer

ibm-super-computerIBM trascina gli Stati Uniti ai vertici della classifica mondiale dei supercomputer , ma quest’anno importanti installazioni riguardano anche due realtà europee: il Leibniz Supercomputing Center e il Cineca, il Consorzio interuniversitario italiano per il supercalcolo (al settimo posto) . Per la prima volta in tre anni un supercomputer made in USA passa al primo posto.

Al primo posto a livello mondiale si afferma Sequoia, costruito da IBM per la National Nuclear Security Administration. E’ un sistema Blue Gene/Q a 96 rack; è dedicato al programma Advanced Simulation and Computing (ASC) per la gestione della riserva di armi nucleari statunitense, un impegno congiunto di LLNL, Los Alamos National Laboratory e Sandia National Laboratory. Raggiungendo 16,32 petaflops , Sequoia ha guadagnato il primo posto nella classifica Top500 dei supercomputer più veloci del mondo Al quarto posto a livello internazionale, c’è il sistema SuperMUC, il computer più veloce in Europa installato al Leibniz Supercomputing Center (LRZ). E’ un supercomputer commerciale raffreddato ad acqua calda, ad alte prestazioni, progettato per affiancare le attività di ricercatori e istituti industriali in tutta Europa. Il SuperMUC è stato costruito con server IBM System x iDataPlex Direct Water Cooled dx360 M4, dotati di oltre 150.000 core, per fornire prestazioni massime fino a tre Petaflops . La tecnologia di raffreddamento ad acqua calda, inventata da IBM, consente la costruzione di un sistema 10 volte più compatto, con un sostanziale miglioramento delle prestazioni di picco, a fronte di un consumo energetico del 40 percento inferiore rispetto a una macchina equiparabile raffreddata ad aria. Queste prestazioni serviranno ad accelerare un ampio spettro di ricerche – dalla simulazione del flusso sanguigno dietro una valvola cardiaca artificiale all’ideazione di aerei più silenziosi, alla scoperta di nuovi elementi di conoscenza nella geofisica, inclusa la comprensione dei terremoti. Il sistema è collegato inoltre a potenti sistemi di visualizzazione, incluso un ambiente virtuale immersivo a cinque lati per visualizzare insiemi di dati 3D da campi, quali scienze della terra, astronomia e medicina.

Al settimo posto della classifica, c’è il sistema di calcolo Fermi, installato al Cineca nel giugno 2012 per la ricerca scientifica e industriale italiana ed europea. Con Fermi l’Italia fa il suo debutto fra le prime dieci posizioni della Top500 . Fermi è un IBM Blue Gene/Q composto da 10.240 socket PowerA2, 1.6GHz di frequenza, ciascuno con 16 core, per un totale di 163.840 computing core e una peak performance di sistema di 2,1 PFlops. Ogni processore è dotato di 16Gbyte di RAM . Completa l’installazione un sottosistema di I/O storage con una capacità nell’ordine dei 10 Pbyte e una bandwidth superiore a 100 GByte/s. Per ospitare il sistema particolare attenzione è stata data alla progettazione della infrastruttura di raffreddamento del data center del CINECA, realizzata con una combinazione di raffreddamento a liquido e raffreddamento ad aria. La combinazione ha come risultato un PUE estremamente efficace, nell’ordine di 1,15.

L’elenco più recente dei Top500 supercomputer è stato rilasciato come da tradizione durante la International Supercomputing Conference ad Amburgo in Germania. Sembra un momento felice per i supercomputer. Secondo gli analisti di IDC i server per l’High-performance computing (HPC) sono in crescita.

In un rapprto rilasciato pochi giorni fa IDC ha segnalato una crescita di fatturato del 3,1 per cento nel primo trimestre di quest’anno , mentre il fatturato atteso a fine 2012 sarà di 11 miliardi di dollari ( più 7 per cento). All’interno della Top500 i sistemi IBM sono 213 con una percentuale del 42,6 per cento. Il secondo posto spetta ad HP con 138 sistemi e il 27 per cento. Cray al terzo posto con il 5,3 per cento. I processori di Intel si aggiudicano il 74 per cento della lista contro il 13 per cento di AMD e il 12 per cento dei chip Power di IBM.

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« Se ho visto più lontano, è perché stavo sulle spalle di giganti ». ( Isaac Newton )



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