Il dramma di essere femmina in questo mondo di pazzi

Violenza-donne-Giornata-mondiale-bambineMatrimoni combinati tra uomini fatti, spesso anziani, e bambine neppure sviluppate, induzione alla prostituzione, infanticidio, mutilazioni genitali femminili, violenze in famiglia, stupri, soprusi, pedofilia, lapidazioni, diritti alla sanità e all’istruzione negati. Tutto questo ci si squaderna davanti con la precisione dei numeri, e nessuna di noi può far finta di nulla.

L’11 ottobre, in occasione della I° Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze (International Day of the Girl Child), l’UNICEF e le organizzazioni partner sottolineano l’impegno comune per porre fine ai matrimoni precoci – una violazione dei diritti umani fin troppo diffusa, che ha conseguenze su tutti gli aspetti della vita di una bambina.
Le stime più recenti indicano che in India 70 milioni di donne tra i 20 e i 24 anni – circa una su tre – si sono sposate prima dei 18 anni: di queste, 23 milioni si sono sposate addirittura prima di aver compiuto 15 anni.
A livello globale, quasi 400 milioni di donne di età compresa tra 20 e 49 anni (oltre il 40%, del totale) si sono sposate in minore età.
150 milioni di ragazze nel mondo subiscono ogni anno abusi sessuali, 10 milioni sono spose bambine e in Italia dei 5000 minori vittime di violenza l’80% sono femmine. Tanti dati agghiaccianti e una sola certezza: nascere femmina è ancora un grosso problema nella maggior parte del pianeta.
In India, uno dei Paesi al mondo con il maggior numero di ragazze sposate prima del 18° compleanno, il tasso di matrimoni precoci è diminuito a livello federale e in quasi tutti gli Stati: dal 54% del 1992-1993 si è scesi al 43% del 2007-2008, ma il ritmo del calo è ancora troppo lento.

L’UNICEF ha favorito l’approvazione del Child Marriage Prohibition Act del 2006, e da allora ha sostenuto lo sviluppo e l’attuazione di una strategia nazionale sui matrimoni precoci che mira a coordinare i programmi e le politiche per affrontare sia le cause che le conseguenze di questo fenomeno. Lavorando con i singoli Stati della federazione indiana, l’UNICEF ha contribuito a sviluppare Piani di azione nazionali e ha favorito la creazione di “club” di ragazze che sono stati formati sul tema dei diritti dell’infanzia e su come stimolare le comunità locali ad avviare un dialogo sulla fine dei matrimoni precoci.
Le esperienze maturate in Paesi diversi come Bangladesh, Burkina Faso, Gibuti, Etiopia, India, Niger, Senegal e Somalia dimostrano come la combinazione di misure legali e il sostegno alle comunità, la possibilità di fornire valide alternative – in particolare la scolarizzazione – e di discutere apertamente del problema nelle comunità, produce risultati positivi.
L’istruzione è una delle strategie più efficaci per proteggere le bambine dai matrimoni precoci. Quando le ragazze possono continuare a studiare, può verificarsi facilmente anche un cambiamento nei comportamenti che migliora le loro opportunità all’interno della comunità.
L’incidenza del fenomeno delle “spose bambine” è diminuita nel corso degli ultimi 30 anni, ma i matrimoni precoci restano diffusi in diverse regioni del mondo, in particolare nelle zone rurali e tra i ceti più poveri.
Alcune spose bambine sono i soggetti più emarginati e vulnerabili della società. Le giovani spose sono spesso costrette a una vita di totale isolamento: allontanate troppo presto dalla famiglia di origine, escluse dall’istruzione, deprivate anche della possibilità di poter andare a scuola e di avere relazioni con i coetanei e con il resto della comunità.
I matrimoni precoci mettono le ragazze a rischio di gravidanze precoci e indesiderate, con conseguenze che possono portare anche alla morte.
Tra le ragazze di età compresa tra 15 e 19 anni, i decessi legati alla gravidanza e al parto rappresentano una quota importante della mortalità complessiva: nel mondo, sono circa 50.000 le morti per queste cause ogni anno.

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Un solo pensiero nella mente, ogni giorno sempre più struggente: lascio di Me solo l' Eco.



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