Il gioco della Briscola

briscolaBriscola è un popolare gioco di carte italiano che trova radici nei Paesi Bassi di fine Cinquecento ed arrivato nella penisola grazie ai francesi; tuttavia da allora ha subito variazioni così profonde da poter essere considerato un gioco di origine prettamente italiana. Briscola si gioca con un mazzo di 40 carte con i valori A, 2, 3, 4, 5, 6, 7, J, Q, K, di semi italiani o francesi. Si può giocare in due, in quattro a coppie di due, in tre eliminando un 2 qualsiasi oppure in sei, tre contro tre, eliminando tutti e quattro i 2.

La parola “briscola” deriva dal francese brisque, la cui traduzione letterale è “gallone”; in passato erano chiamati “galloni” i soldati più anziani, appunto i gallonati. Siccome il gioco della briscola era il passatempo dei soldati francesi e dei marinai olandesi, la parola francese brisque ha finito per indicare più il gioco (che in Italia ha assunto il nome di “briscola”) che il gallonato.

L’origine del gioco è controversa: alcuni ritengono sia francese proprio per la derivazione linguistica della parola; altri, invece, propendono per un’origine olandese perché pare fosse il gioco più in voga tra i marinai che affrontavano i lunghi viaggi per mare per raggiungere le Indie olandesi.

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Con il tempo si è formato un regolamento non catalogato ma molto rispettato: si tratta di un linguaggio segreto, fatto di segnali con le espressioni del volto e con ammiccamenti, spesso concordati fra compagni di gioco, tanto da potersi intendere senza essere compresi dagli avversari.

Vi sono varianti che possono essere modifiche regionali, che generalmente non influenzano le regole principali, o modifiche più strutturali e ufficiali (come ad esempio la cosiddetta Briscola Chiamata o Briscolone) che modificano il gioco, tanto da costituire dei veri e propri giochi quasi a sé stanti.

Si gioca tradizionalmente con un mazzo di 40 carte regionali. I punti disponibili per ogni gioco sono in totale 120, vince chi ne realizza almeno 61; se i punti sono 60 per entrambi i giocatori o coppie la partita è pari. I valori di presa sono nell’ordine decrescente: Asso, 3, Re, Cavallo o Donna, Fante, 7, 6, 5, 4 e 2.

Le varianti principali e più complesse sono:

Briscola chiamata semplice (‘chiamata’ che parte dall’Asso e si gioca in 5) oppure detta Briscola Bugiarda,
Briscola chiamata il Due (detta subito al due, si parte a chiamare dal due e si gioca in 5 o più),
Briscola chiamata pazza (detta anche Gingo, a 5 giocatori),
Briscola Scoperta (si gioca in 2 a carte scoperte).
Briscola a 31 Si gioca in 2: il primo che raggiunge 31 punti può dichiarare la vittoria. Ovviamente se ad un controllo risulta non aver fatto almeno 31 punti, la vittoria va all’avversario.

Curiosità:

Da menzionare la variante Mariaje ed inoltre come in Libia, sia popolare il gioco noto come Schembil (skimbil), o Schenbil (skinbil). Schembil è praticamente una variante della briscola che si gioca a sei giocatori divisi in due gruppi di tre persone, guidati da un raises. Analogamente alla briscola a coppie ci si siede in modo da non avere due compagni vicini. Per potere giocare con 6 giocatori, all’inizio del gioco vengono scartate i due in modo da avere 36 carte, anziché 40.

I primi campionati italiani si sono svolti a Napoli nel 1978 nella Villa Pignatelli.

Firmato: Jumhanky
Sito web: http://mondobimbo.altervista.org/come-si-gioca-a-briscola/3365
Twitter : Mondo_Bimbo


Jumhanky

Autore: Jumhanky

Biografia:

« La nostra unica speranza è finire la partita! » (Alan Parrish)



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