Il lavoro non si trova, si crea!

nuovi-lavoriSe fino a qualche anno fa ci si lamentava perchè il lavoro che veniva offerto ai ragazzi era precario ora il problema è che non c’è più nemmeno quello. E cosa si può fare quando il lavoro non c’è? Bisogna inventarselo cercando delle soluzioni alternative al classico posto da dipendente che, ormai, è diventato una vera e propria rarità e anche molto instabile.

Infatti la ben nota crisi economica che ci ha investito, a tutte le età e in tutti (o quasi) i settori, è diventata una realtà talmente schiacciante che, quella di inventarsi un lavoro, non è più una “scelta” coraggiosa di pochi ma una necessità oggettiva di molti!

Detto così sembra facile ma non lo è affatto, la sola unica differenza sta nel fatto che invece di essere ancora in balia di incompetenti che risolvano la “questione lavoro”, dobbiamo rassegnarci e pensare che tutti i mali non vengono per nuocere ma bensì questa potrebbe essere la svolta definitiva per riprendere in mano la nostra vita e il nostro futuro in barba ad una classe politica che da decenni pensa solo al parentame e a chi li finanzia per stare li dove sono!!!

Gli specialisti delle politiche attive del lavoro insegnano che inventarsi un lavoro a 40 anni non è poi un’impresa così impossibile. Ma come si fa? Da dove si comincia? Quali sono i passi giusti e le idee vincenti per partire con una nuova e gratificante professione?
Così come dimostrano tante esperienze di successo sul campo, si può riuscire a “rifarsi una vita lavorativa” senza essere una missione così impossibile ma, a patto di crederci, formarsi ed essere disposti ad analizzare bene ogni aspetto dell’impresa.

Le statistiche rivelano che la buona riuscita delle nuove professioni deve essere un connubio tra 2 grosse variabili, andamento del mercato e capacità personali, anche se è normale che la maggior parte delle persone pensi che, nel proprio caso specifico, tale incrocio di possibilità non esista; sappiate che non è così: il connubio esiste ma bisogna cercarlo.

La terza grossa variabile, strettamente correlata alle prime due, è quella economica che si traduce nel reperimento di fondi o nell’avere dei mezzi di sostentamento che permettano di sopravvivere nel periodo di lancio dell’attività. In termini economici, peraltro, la formula dei finanziamenti all’imprenditoria, non è considerabile come supporto economico, poichè, tali soldini, arrivano sempre “a consuntivo” e mai “a preventivo”.
A dispetto di ciò in cui abbiamo creduto negli ultimi cinquant’anni, la laurea o il diploma, si sono dimostrati strumenti utili per scopi spesso differenti da quelli lavorativi, rappresentando un valido bagaglio di conoscenze soltanto propedeutiche al resto della questione.
Il mercato ha bisogno di mestieri classici che sono andati perdendosi, ma, soprattutto, ha bisogno di nuove figure in linea con l’accresciuta sensibilità commerciale, estetica, culinaria, di servizio, di tempo ecc. ecc. In questa ottica si inseriscono la nascita e la crescita di nuove professioni singolari e creative quali:

1) Il nail artist; 2) Il cake designer; 3) Il wedding planner; 4) Il personal trainer; 5) Il personal shopper; 6) L’event organiser; 7) Il tutor scolastico a domicilio; 8) Il tutor di viaggio (sostituto della vecchia giuda turistica alle dipendenze); 9) Il cuoco a domicilio; 10) Il web editor/blogger; 11) Il social media manager.

Il genio indiscusso di Albert Einstein era solito dire che “la fantasia è più importante della conoscenza.” Un modo brillante per affermare come la creatività possa essere determinante sotto innumerevoli punti di vista ed in primo luogo, in campo economico e lavorativo. Sempre più persone, infatti, ricorrono a dosi massicce di fantasia, dando vita praticamente dal nulla ad una vera e propria miriade di lavori creativi e che tuttavia sembrano fruttare. Si tratta in pratica di un modo per creare strade alternative laddove di alternative esistenti ce ne sarebbero davvero poche.

Tra le opportunità che vengono sempre più insistentemente sfruttate, un posto d’onore spetta sicuramente al Web. Largo allora ai nuovi profili come creatore di reputation online ed animatore di chat; moderatore di forum, “navigatore” o scout (per scovare notizie simpatiche o siti da segnalare ai motori di ricerca) oltre all’ormai classico blogger. Con un computer, una valigetta per attrezzi, un’automobile ed una fotocamera ci si può cimentare nel profilo di Home Stager, ovvero professionista nella valorizzazione delle proprietà immobiliari. Potenza dell’immaginazione? Certo, ma in fondo è proprio così che nascono gli imprenditori. Ed un mondo come quello in cui viviamo oggi è tanto vario quanto pieno di business insoliti.

Da considerare i franchising che vanno a compensare i sempre più disastrati servizi statali, un esempio per tutti la possibilità di crearsi un proprio servizio postale a tutti gli effetti: dal pagamento dei bollettini, alle raccomandate, ai pacchi, spedizioni, posta prioritaria, etc…

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