Il mistero della Legio IX Hispana

Legio-IX-HispanaUna delle leggende più famose e durature della Britannia romana riguarda la sparizione della nona legione. La trama del film ‘The Eagle’ si basa sull’ipotesi che 5000 dei migliori soldati romani si siano persi nelle nebbie della Caledonia, mentre marciavano verso nord per sedare una rivolta, ma quanta parte di questa teoria può essere considerata veritiera?

Ogni legione era divisa in 10 coorti, divise a loro volta in gruppi di 6 centurie, gruppi di 80 persone: ogni coorte aveva, quindi, 480 uomini. La prima coorte, chiamata coorte miliare, aveva il doppio dei soldati (960). La legione era formata, quindi, da oltre 5.000 uomini. Ma oltre alla fanteria, ogni legione disponeva di 120 soldati a cavallo.

Il fascino che circonda le storie riguardanti la nona legione è facilmente comprensibile: un gruppo di guerrieri britannici che infligge un’umiliante sconfitta ad un esercito di professionisti ben addestrati ed armati pesantemente.
Recentemente, questa storia è ulteriormente penetrata nella coscienza nazionale inglese e scozzese.
Per gli Inglesi, il massacro della legione è paragonabile a una sorta di Davide nazionale che sconfigge un implacabile Golia europeo.
Per gli Scozzesi, considerando il dibattito su governo decentralizzato e identità nazionale, e l’impatto culturale del film Braveheart, la storia è diventata quella della lotta degli highlanders amanti della libertà contro gli imperialisti inglesi.
La leggenda è diventata famosa grazie alla scrittrice Rosemary Sutcliff, il cui capolavoro, The Eagle of the Ninth, diventò un bestseller subito dopo la pubblicazione, nel 1954. Da allora, intere generazioni di bambini e di adulti sono state incantate dalla storia di un giovane ufficiale romano, Marcus Aquila, e del suo viaggio a nord del Vallo di Adriano per scoprire la verità riguardo suo padre, scomparso insieme alla nona legione, e per ritrovare il vessillo della legione stessa, un’aquila di bronzo.
Gli storici invece ritengono che la legione non scomparve, come affermato nel libro e nel film; un’ipotesi molto più terrena vede infatti i soldati come vittime di un trasferimento strategico che li vide passare dal freddo dell’Inghilterra settentrionale agli aridi deserti del Vicino Oriente, dove furono spazzati via dai Persiani intorno al 160 d.C.
Rimane però il fatto che non c’è alcuna prova che la legione sia mai uscita dalla Britannia; si tratta solamente di una ipotesi che, nel tempo, ha assunto i connotati di una certezza.
Tre mattonelle marchiate con il numero nove trovate a Nijmegen (Nimega), in Olanda, sono considerate sufficienti per sostenere l’idea di un trasferimento dalla Britannia, ma esse sembrano risalire agli anni ’80 del I secolo d.C., quando alcuni distaccamenti della Nona combatterono contro alcune tribù germaniche lungo il Reno.
L’ultima testimonianza certa dell’esistenza della Nona arriva dalla città inglese di York, dove un’iscrizione risalente al 108 d.C. attesta la ricostruzione della fortezza da parte della legione. La Nona deve quindi essere sparita in un momento imprecisato compreso tra quell’anno e la metà del II secolo, quando fu compilato un registro di tutte le legioni.

La perdita di un’unità militare così importante ebbe un risvolto inaspettato le cui conseguenze arrivano fino ai nostri giorni.
Quando l’imperatore Adriano visitò la Britannia, si rese conto che la costruzione di un muro era l’unico modo per assicurare la stabilità interna dell’isola. Il Vallo di Adriano fu costruito per tenere gli invasori fuori dal territorio romano e per assicurarsi che i ribelli già presenti nella provincia non potessero ricevere aiuti dai loro alleati a nord.
Da quel momento, le culture delle due aree separate dal muro si svilupparono con ritmi e modi notevolmente diversi.
L’ultimo lascito della Nona fu quindi la costruzione di un confine che avrebbe diviso per sempre la Britannia, dando origine ai regni indipendenti di Inghilterra e Scozia circa 2000 anni fa.

Firmato: Giulietta
Sito web: http://www.mymovies.it/film/2011/theeagle/
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Io sono Giulietta e sono fatta della stessa materia di cui son fatti i sogni. La Tempesta, atto IV (William Shakesperare)



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