Il mito di Elvis Presley più vivo che mai

Elvis-Presley-le-originiIl 16 agosto del 1977 moriva a Memphis Elvis Presley. Riconosciuto come uno dei più celebri cantanti di tutti i tempi, fonte di ispirazione per musicisti e cantanti, Elvis è una vera e propria icona della cultura pop del XX secolo, tant’è che a distanza di trentacinque anni dalla sua morte, il suo mito e la sua leggenda non sono minimamente scalfiti.

Il cantante, chitarrista e attore statunitense resta ai vertici dei personaggi “mito” del rock and roll e rockabilly capace di vendere oltre un miliardo di dischi.
La sua presenza scenica ha avuto un impatto senza precedenti sulla cultura americana e mondiale e i suoi caratteristici movimenti di bacino gli guadagnarono l’altro importante soprannome: “The Pelvis”. Stimato da fans, critici e da molte altre personalità dello star system del suo tempo – da Marilyn Monroe ai Beatles – ha saputo andare oltre l’arte musicale.

Le doti che continuano a farci sognare le conosciamo tutti ma meno le origini della carriera di “The King”.
Per aiutare economicamente la famiglia, Elvis decise di fare il camionista per la Crown Electric di Memphis. Un giorno passando sulla Union Street vide che alla Sun Records di Sam Phillips chiunque, pagando un dollaro, poteva registrare un disco da portarsi a casa.
Elvis decise di fare un regalo alla madre per il compleanno e decise di registrarle un disco, una vecchia ballata che aveva sentito per radio fin dai tempi di Tupelo, My Happiness.
Sam Phillips, produttore discografico statunitense noto per aver creato la casa discografica Sun Records, ascoltato il ragazzo, convocò immediatamente due session men che già avevano lavorato nel suo studio in passato, il contrabbassista Bill Black e il chitarrista Scotty Moore.
In una notte di luglio del 1954, dopo aver provato per ore senza aver trovato niente di buono o di originale, Elvis vinse la sua timidezza e disse agli altri due: «La conoscete questa?», ed iniziò a suonare un vecchio pezzo country di Arthur Crudup, intitolato That’s All Right Mama con un ritmo frenetico; Sam Phillips uscì dalla regia e li fermò dicendo ad Elvis: «no, non la conosco ma io di questo ne faccio un disco!».
Infatti i primi dischi che Elvis fece per la Sun entrarono nella storia del rock: That’s All Right (Mama), Blue Moon of Kentucky, Good Rockin’ Tonight, Baby Let’s Play House, titoli che catapultarono il giovane Elvis tra le stelle della musica del sud degli Stati Uniti.
La musica proposta da Elvis era così nuova che gli ascoltatori telefonavano ai DJ delle radio per chiedere chi fosse quel nero che cantava canzoni country, oppure chi fosse quel bianco che cantava pezzi blues. Inoltre Elvis era l’unico artista che appariva sia nelle classifiche di vendita di rhythm and blues, che in quelle di country.

E ancora oggi l’eco della sua voce rimbalza e tocca tutti, di qualsiasi fascia d’età e ceto sociale affascinandocci e facendocci cavalcare l’onda della leggenda.

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Io sono Giulietta e sono fatta della stessa materia di cui son fatti i sogni. La Tempesta, atto IV (William Shakesperare)



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