Il paradosso del Decreto salva-Italia: IMU

imu-chi-pagaCose strane e senza le dovute spiegazioni, nel nostro Paese, ne accadono ogni giorno ma di alcune si sente anche un vago odore di presa in giro.

Le fondazioni bancarie non pagheranno l’Imu e nemmeno i palazzi storici, anche se affittati a peso d’oro. Le prime sono enti non profit: non pagavano l’Ici prima, quindi continueranno a non pagare la nuova imposta.
«Non si riesce a capire l’esonero delle banche al pagamento dell’Imu. I soggetti che guadagnano devono contribuire al pagamento e bisogna attenzionare il canale bancario e quello finanziario, attraverso i quali si muovono le ricchezze, tra le quali quelle mafiose e camorristiche», avverte il capo della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Federico Cafiero De Raho.
Questi ha sottolineato che la sua «è una valutazione personale». Il capo della Dda di Napoli, insignito di una menzione speciale in occasione del premio per l’attività svolta per la legalità e in particolare per la cattura del boss Michele Zagaria, ha detto che «le banche costituiscono il canale finanziario attraverso il quale vengono trasferite grosse somme di denaro e le organizzazioni criminali utilizzano il mezzo bancario per spostare le loro ricchezze».
Un emendamento di Elio Lannutti (Idv) che proponeva di cancellare l’esenzione è stato bocciato. Il governo, spiega il parlamentare, ha dato parere contrario «sostenendo che le banche e le loro Fondazioni sono associazioni benefiche. Il governo dei banchieri – commenta – dimostra di essere prono agli interessi delle banche».
Certo, in un momento in cui a tutti i cittadini si chiedono sacrifici, e buona parte di quei sacrifici sono rappresentati dal ripristino della tassazione sulla prima casa, per di più molto aumentata, l’esenzione delle Fondazioni bancarie – che tutto sono, tranne che prive di mezzi – suona molto stonata. «Monti fa pagare gli ospizi con l’aliquota più elevata e boccia l’emendamento sulle Fondazioni: vergogna», tuona Antonio Di Pietro. É vero che le Fondazioni fanno beneficenza grazie ai proventi dei loro investimenti, ma con una capitalizzazione complessiva valutata in 150 miliardi di euro avrebbero comunque potuto versare l’Imposta municipale unica. Difficilmente cambierà qualcosa in aula, dove il decreto è già approdato dopo il «sì» in commissione.

In Italia ci sono almeno 90 fondazioni, con un patrimonio di 50 miliardi di euro. Le banche si professano no-profit, nonostante quest’ultime abbiano capitali investiti in Titoli di Stato o aziende secondarie, con l’unico scopo di trarne del reddito. Eppure le banche continuano a non pagare le tasse, mentre gli anziani stanno per ricevere una stangata.

Ma allora chi sono i più colpiti da questa tassa? Semplice, chi ha bisogno e chi potrebbe, materialmente, dare una mano a risollevare l’economia.
Sono imprese e negozi le cui sedi e uffici non otterranno nessun correttivo o risparmio da parte dei Comuni. Pagheranno, nei casi peggiori, fino a tre volte e mezza in più rispetto alla vecchia imposizione Ici del 2011, il 240% di maggiorazione. Va un po’ meglio, ma di poco, ai proprietari di capannoni industriali i quali, laddove pagavano 100, pagheranno 255, un rincaro del 155%. Il vistoso aumento era emerso già a una prima lettura del decreto salva-Italia, ma né dal Governo, attraverso il decreto sulle semplificazioni fiscali, né dalle amministrazioni comunali in sede di rimodulazione delle aliquote, è arrivato alcun provvedimento in materia.

Certo con riforme di questo tipo che alla fine dei conti toccano solamente gli interessi dei cittadini bisognosi, visto che in ogni caso ne pagherà il conto il consumatore finale, non si può pretendere un miglioramento della condizione economica…. Ma loro sono ESPERTI TECNICI.

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