Il tempo si è fermato in Emilia

terremoto-emiliaAncora il terremoto, le scosse che fanno salire l’ansia, la paura che cresce attimo dopo attimo e l’attesa di una fine che non arriva.

Immagino che, come altri prima di loro, sia terribile perdere quel poco che si è costruito in una vita e non basteranno di certo i soldi a rimettere a posto tutto.
Però in tutta questa disperazione e malessere una cosa accumuna tutti, come è stato in passato in Umbria: il volontariato, i soccorritori e le persone che hanno fermato il loro mondo per soccorere i più bisognosi.
Li intravediamo nei servizi giornalistici in tv o nelle foto sui giornali ma loro sono sempre presenti, si occupano dell’organizzazione del territorio, di guidare le persone confuse e malate.
Si, questi Angeli custodi non si lamentano mai, sono sempre disponibili e cortesi, salvano vite in continuazione anche se sanno che le istituzioni spesso gli impediscono di fare bene il proprio lavoro.
Abbandonano tutto e tutti per assolvere ad una loro necessità, non si può fare solo per i soldi, aiutare il prossimo.
Poi ci troviamo di fronte alle solite mancanze di persone senza scrupoli che giocano sulla vita degli altri: già alcuni politici si fanno belli con parole del tipo ” le strutture non erano a norma, qualcuno deve pagare, oppure non è possible che cadano così degli edifici”.
Parole che forse fanno eco in Pianura, mi sembra di averle sentite uguali per l’Umbria e non mi risulta che qualcuno abbia poi condotto delle verifiche in tutta Italia.
Mi piacerebbe sapere, intanto, chi ha dato il consenso a tante ditte di ricominciare a lavorare senza avere il benestare di Qualcuno preposto a questo compito.
Ma penso anche ai terremoti visti in California e mi fa pensare il fatto che lì al massimo sono caduti dei libri oppure spostati dei mobili con scosse di magnitudo 5,4- 5,8 per più di 20 secondi…
Non ci sono parole adeguate per ricordare le vittime di questa tragedia, speriamo solo che non ci siano più, in futuro, circostanze che debbano ricordare quanto vale molto più la vita e non il profitto.

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