IMU (imposta municipale unica)

imu-modello-compilazioneUno dei contenuti di questo decreto-legge che tormenta gran parte degli italiani è “l’IMU” tassa che va a sostituire la vecchia ICI.

Il primo acconto del 18 giugno è, per il 2012, semplificato (si fa per dire). Il primo passo consiste nell’applicazione dell’aliquota universale (cioè 0,4% sull’abitazione principale e 0,76% sugli altri immobili, terreni compresi, tranne quelli strumentali all’attività agricola, per i quali è il 2 per mille) sulla base imponibile. Poi si divide per due e questa prima tranche va a sua volta spezzata in due quote uguali, una per lo Stato e una per il Comune. Per il saldo è un altro discorso, come vedremo.
Per l’abitazione principale si scontano dall’imposta 200 euro, più altri 50 per ogni figlio convivente (anche non a carico) sino a un massimo di 8. E in più si può dividere l’Imu in due anziché in tre rate: le prime due pari a un terzo e l’ultima a saldo. Proseguendo con l’esempio di prima, se il proprietario ha due figli, il 18 giugno pagherà 186 euro (sull’abitazione principale non è dovuta la quota statale). È improbabile che per giugno siano già disponibili i bollettini postali tipo Ici.
Il saldo, per il 2012, si presenta particolarmente problematico perché le aliquote comunali potrebbero essere definite entro il 10 dicembre 2012 e il versamente va fatto entro il 17. Sembra incredibile ma le cose sono state definite così dalle norme che si sono succedute, perché il Governo si è riservato di prendere le ultime decisioni entro il 10 dicembre. In condizioni normali, invece, l’aliquota dovrebbe essere deliberata entro il 31 dicembre dell’anno precedente, e la sua validità è legata alla pubblicazione sul sito del ministero dell’Economia, quindi si spera che dal 2013 ci sia tempo per fare i propri conti.
I Comuni godono di molta libertà nel determinare le aliquote in un range dal 2 al 6 per mille per l’abitazione principale, e dal 4,6 al 10,6 per mille per gli altri immobili, tranne che per gli immobili rurali strumentali per i quali è stata fossata al 2 per mille. E dopo l’applicazione dell’aliquota si dovrà riprendere la base imponibile, applicare l’aliquota del 3,8 per mille (la parte dello Stato) e toglierla dal totale. Il risultato sarà la quota comunale. Con un esempio su una seconda casa con rendita di 1.200 euro, se il Comune ha stabilito l’aliquota del 9,6 per mille sull’abitazione principale, l’Imu complessiva è 1.935,36 euro. Allo Stato ne vanno 766,08 e al Comune 1.169,28

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