Israele schiaffeggia il resto del mondo

anoressicaFinalmente un paese dove la persona viene prima dei soldi è ha messo in atto una legge che farà discutere i ben pensanti e non solo. Arriva da Israele la prima legge al mondo a stabilire le “misure” tra moda e salute, che dal primo Gennaio vieta alle modelle con un indice di massa corporea (IMC, il rapporto tra peso in kg e il quadrato dell’altezza in metri) inferiore a 18,5 di sfilare e di apparire nei media israeliani.

Con l’intento di scoraggiare il rischio di anoressia che, ogni anno in Israele, è causa di almeno 30 morti soprattutto tra le giovanissime, la legge fissa regole severe anche per i ritocchi alle immagini, con programmi di grafica quali Photoshop, qualora vengano utilizzati per rendere i corpi più longilinei. Dovrà, infatti, comparire necessariamente un avvertimento esplicito della grandezza di almeno il 7% dell’immagine complessiva. Sempre la stessa legge prevede, inoltre, la legittimità, per i familiari di persone morte a causa di disturbi alimentari, di far causa alle aziende e alle compagnie che propongono canoni di bellezza che esaltano la magrezza.

Guerra su tutti i fronti per combattere un male quale l’anoressia che continua a mietere vittime ma che nel mondo occidentale serve solo a far notizia e mai per attuare dei profondi cambiamenti sullo stile di vita imposto dalle mega compagnia di moda e affini.
Senza dimenticarci dello scandalo, insabbiato, di qualche tempo fà dell’organizzazione del teatro alla scala di milano dove alcune denunce inerenti al mondo dell’anoressia avevano occupato per qualche giorno qualche testata giornalistica per poi buttare tutto nel dimenticatoio.

Recenti sondaggi lo dimostrano e, d’altronde, le statistiche non mentono: la percentuale di donne e ragazze anoressiche è aumentata negli ultimi tempi e si parla di circa ottomila casi in più ogni anno, per un totale di circa 450.000 anoressiche solo in Italia. E le più colpite da disturbi dell’ alimentazione, quali anoressia o bulimia, sono proprio le donne comprese in una fascia d’età che va dai quindici ai venticinque anni.
Nel 99% dei casi, spiegano infatti gli esperti del settore, una ragazza che ha un cattivo rapporto col cibo, soffre di altri gravi disturbi della psiche: insicurezza, mancanza della stima di sé, a cui possono aggiungersi prese in giro da parte dei coetanei o situazioni familiari affatto lineari e limpide, come ad esempio genitori che pretendono dai figli la perfezione ad ogni costo, oppure che vivono con essi continui conflitti e litigi.

La proposta di smetterla con le sfilate che hanno per oggetto le cosiddette ragazze grissino, ovvero quelle “spilungone” magrissime che, più che mettere in mostra il loro corpo (oltre agli abiti), esibiscono letteralmente le ossa e le sporgenze, era giunta da parte di quattro consigliere regionali lombarde: Silvia Ferretto, Elisabetta Fatuzzo, Antonella Maiolo ed Erika Rivolta, le quali avevano, oltretutto, presentato un progetto di legge per affrontare, e sperare di risolvere le disfunzioni del comportamento alimentare. Ma, alla fine, nulla è stato mosso. Le modelle, in fondo, per essere e restare smilze oltre misura, vengono pagate. Fa parte del loro contratto di lavoro non poter ingrassare. Ma gli stilisti, allora, perché venerano così tanto un fisico “pelle e ossa”?

Lo fanno anche loro per esigenze legate al denaro, nella convinzione (piuttosto radicata in società come la nostra) che una “ragazza fuscello”, riesca a pubblicizzare meglio il “prodotto” e, quindi, ad accrescere le vendite. Quel che ci si chiede è: come fa ad essere considerata “buona immagine” una foto che ritrae una donna dal corpo tanto ossuto? Misteri del mondo della moda che una volta era un sogno inarrivabile ora è solamente un incubo che persegue le proprie vittime…..

Chissà se altri paesi coraggiosi e responsabili della salute dei nostri figli sapranno raccogliere la sfida e magari attuare delle leggi idonee ad arginare il problema e non ad aggirarlo per l’ennesima volta.

L’Italia dovrebbe essere al primo posto nella corsa ad affiancarsi alla stessa linea dura di Israele specie che abbiamo una non indifferente tradizione modaiola a cui fà riferimento tutto il resto del mondo.

Firmato: Giulietta
Sito web:
Twitter :

Giulietta

Autore: Giulietta

Biografia:

Io sono Giulietta e sono fatta della stessa materia di cui son fatti i sogni. La Tempesta, atto IV (William Shakesperare)



Contatti

Scrivi La Tua Opinione

*

Immagine CAPTCHA

*