La Conferenza di Potsdam

Truman-Stalin-ChurchillSi svolgono i lavori della Conferenza di Potsdam, l’ultima tra le conferenze interalleate di guerra, nonché la più lunga. Essa rappresenta una tappa determinante nelle relazioni fra Est e Ovest, dal momento che emergono i primi segni premonitori della guerra fredda. A Potsdam si incontrano per la prima volta Stalin e Truman, ma i due capi di Stato non si manifestarono alcuna reciproca simpatia. Truman si mostra chiaramente diffidente nei confronti del leader sovietico, mentre Stalin tratta il presidente americano, alla sua prima esperienza in un vertice internazionale, con distacco e superiorità. Ai lavori di Potsdam partecipa ovviamente anche Churchill la cui presenza è, tuttavia, fortemente condizionata dalle imminenti elezioni che devono svolgersi in Gran Bretagna. Proprio per questo motivo la conferenza viene interrotta il 25 luglio e, quando riprende, Churchill è sostituito dal trionfatore delle votazioni britanniche, il leader laburista Clement Attlee, affiancato dal nuovo ministro degli Esteri Ernest Bevin. Il dissenso tra americani e sovietici, emerso a Potsdam, rimane entro limiti accettabili, anche se, dopo la resa giapponese, gli Stati Uniti non hanno più un valido motivo per proseguire la collaborazione del tempo di guerra. A Potsdam, comunque, il tema principale sul tappeto è il futuro della Germania, e in particolare le riparazioni e la politica che le quattro potenze occupanti (le tre “grandi” più la Francia), si apprestano a seguire nel Paese occupato. Da Yalta a Potsdam le posizioni sovietiche e americane su tali questioni sono mutate sostanzialmente. Non si parla più di smembramento, anzi entrambe le superpotenze paiono concordare sulla necessità di salvaguardare l’unità politica ed economica della Germania attraverso la ricostruzione di un governo centrale tedesco. Solamente la Francia si oppone fermamente a questo obiettivo dichiarando che non potrà “accettare a priori la ricostruzione di un governo centrale in Germania”. Il problema delle riparazioni, però, viene risolto in un modo che, nonostante le esplicite affermazioni in contrario, contribuisce ad accentuare la divisione della Germania. Gli anglo-americani, infatti, per negare le riparazioni ai sovietici o per concedergliele solo parzialmente, dispongono che ogni occupante si avvalga della propria zona di competenza per effettuare prelievi di impianti e di materiali in conto riparazioni.

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