L’inganno del Gioco d’ Azzardo

gioco-azzardo-rouletteIl fenomeno del gioco d’azzardo sta assumendo in alcuni casi i contorni di una vera e propria dipendenza psicologica: in un momento di difficoltà economica, il miraggio di una ricchezza facile e immediata ha mandato in rovina molte persone. Particolarmente esposti ai rischi di dipendenza risultano essere appartenenti alle categorie più deboli: giovani, disoccupati, famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, anziani soli.

Epidemia sociale, fenomeno che diventa patologia, speranza di una vincita che diventa malattia sempre più diffusa: che il gioco d’azzardo crei dipendenza e rischi di mandare in rovina tantissime persone è ormai una consapevolezza diffusa, ma allora perchè lo stato continua a permettere l’abuso di questi sistemi?

Il messaggio che spesso viene dato da diversi spot è “gioca consapevolmente”, un po’ come con i farmaci, che vengono pubblicizzati salvo poi dire che bisogna seguire le corrette modalità d’uso. Talvolta sono messaggi giocosi, in qualche modo anche subdoli. Veri e propri messaggi subliminali .
I ritornelli, le canzoncine, le immagini di gioco domestico nella comodità di casa, dove nessuno ci può GIUDICARE, sono tutti elementi che servono ad avallare una cultura, anzi una “controcultura” del gioco. L’ultima pubblicità segnalata in questi giorni all’Istituto di autodisciplina pubblicitaria e all’Antitrust è quella che, riutilizzando una canzone di Toto Cutugno, fa vedere scene di giubilo di persone che hanno cambiato vita grazie a una giocata vincente. Credo che non si debba sottovalutare il potere della pubblicità. Sentirsi ripetere quotidianamente che la nostra vita può cambiare con una giocata vincente sta già entrando nella cultura degli italiani.

Milioni spesi in pubblicità per far credere di poter realizzare i propri sogni, senza nemmeno una parola sulla possibilità che oltre al Fato ci sia lo zampino della Vincita o Perdita manipolata…

I Giochi Online che altro non sono che sistemi (script o programmi) più o meno complessi dove si può stabilire la frequenza delle vincite o delle perdite; in pratica basta settare dei valori, da parte dell’Amministratore, per evitare di andare in rosso o magari di essere sempre in VERDE…
Lo stesso vale per le scommesse, dove un più articolato sistema di BROKER fa in modo che le perdite, al massimo, siano uguali alle vincite… Variando le quotazioni a seconda del caso…
Nessuno ve lo dirà mai chiaramente, ovvio, però si ci può arrivare: se avessero la possibilità di perdere i milioni che dicono di far vincere, non credete che gia sarebbero chiusi da un pezzo?
Vi ricordate le truffe che erano state scoperte nelle estrazioni del LOTTO dove riuscivano a far uscire i numeri vincenti attraverso le palline truccate e pure in diretta TV?

Ma siccome fanno leva sulla stupidità umana verso la quale l’uomo è propenso anche in virtù dell’eredità, mai completamente abbandonata, della modalità di pensiero magico-onnipotente e il bisogno di ognuno di noi di avere un riscatto anche minimo sulle proprie frustazioni, continuano a proliferare incontrollati…

I numeri che fotografano questa realtà sono in costante crescita e parlano di un fenomeno che non conosce crisi, che spesso diventa ludopatia, che ha assunto le dimensioni di epidemia sociale e che coinvolge sempre più spesso i giovani e gli adolescenti. Azzardopoli – questo il nome di un recente dossier dell’associazione antimafia Libera – è un paese dove si spendono circa 1260 euro a persona, compresi i neonati, per tentare la fortuna con videopoker, slot-machine, bingo e gratta e vinci. È un paese dove ci sono 800 mila persone ormai dipendenti da gioco d’azzardo e quasi 2 milioni di giocatori a rischio. Qui il fatturato legale del gioco è stimato in 76,1 miliardi di euro nel solo 2011, al primo posto in Europa e al terzo nel mondo. E il fatturato illegale può essere stimato in 10 miliardi di euro – ma è una stima prudente.

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E ho guardato dentro un'emozione e ci ho visto dentro tanto amore che ho capito perché non si comanda al cuore. (Vasco Rossi)



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