Little Tony, l’Elvis italiano

Little-tony-concertoE’ morto a Roma Little Tony. Il cantante, che aveva 72 anni ed era originario di Tivoli (Roma) , era malato di tumore ai polmni da tanto tempo.

Antonio Ciacci, vero nome di Little Tony, comincia giovanissimo a esibirsi nei ristoranti dei Castelli Romani, cui seguono i locali da ballo, le balere e i teatri di avanspettacolo. Nel 1958 viene notato da un impresario inglese Jack Good, che lo convince a partire con i fratelli per l’Inghilterra, dove nascono Little Tony and his brothers.

Poi torna in Italia, canta24mila baci con Celentano al Festival di Sanremo, gira venti «musicarelli» in dieci anni e fu spazzato via dal cosiddetto rock duro e puro, dal beat, dai dischi politici. Era «out», non abbastanza impegnato, poi quel ciuffo era così folcloristico… Non se lo filarono neppure quando cantò la versione italiana di Vincent di Don McLean tradotta nientemeno che da De Gregori nel 1973: zero.

E’ stato spernacchiato per decenni dalla critica musicale e da tanta parte di chi oggi lo piange (giustamente) come uno dei pochi musicisti riusciti a importare qualche novità nel magma fossile della musica italiana.

E gli opinionisti o gli intellettuali ogni volta non esitavano a usare Little Tony come termine di paragone del trash, sapete quello con il ciuffo impomatato, il Cuore matto e la passione per quelle canzoni che iniziavano con un «you ain’t nothin but a hound dog» e le mosse scatenate. Roba cheap, sapete, mica intellettuale. A una puntata del Dopofestival del 2003 (era in gara in coppia con Bobby Solo) fu quasi spernacchiato neppure fosse un esordiente allo sbaraglio.

Mi fermo qua nel descrivere l’ipocrisia che ormai è parte vivente della nostra società. Con queste poche parole voglio ricordare l’uomo che ha fatto cantare e innamorare milioni di persone.
Dell’uomo che ha remato sempre contro corrente e si è creato un suo spazio tra gli immortali. Umile e sempre gentile che a paragone dei volti nuovi che ci propinano come “astri del cielo”, dubito che possano essere degni di allacciargli le scarpe.

Infatti è stato travolto dall’ingiustificata ostilità della critica nei confronti di un personaggio che è stato sempre guidato dal proprio cuore. Tenace fino alla fine per emergere in un mondo senza pietà dove l’arte e l’ingegno sono stati surclassati dall’aspetto economico.

Ma come sempre in Italia si rende onore ai “pagliacci” quando sono in vita e ai “grandi uomini” quando se ne vanno.

Arrivederci “ragazzo col ciuffo”.

Firmato: Dracula
Sito web: http://www.littletony.it/
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