Lo Stand up Paddle — Primi Passi

SUP-KidPremessa

Per cimentarci in questo nuovo sport occorre innanzi tutto un Istruttore Federale serio e preparato che pian pianino ci porta dai primi passi fino a “pagaiare” in tutta autonomia.
È necessario una tavola dalle generose dimensioni, una pagaia lunga quanto l’altezza del nostro braccio, posto in posizione di tutto alzato, ed un salvagente omologato per il nostro peso.
Un cordino elastico ci terrà collegati alla tavola per non perderla quando saremo accidentalmente caduti in acqua, “il leash”.
Altro elemento indispensabile per muovere le nostre prime pagaiate è uno specchio d’acqua calmo e tranquillo, privo di onde e con un fondale sabbioso.
La tavola ha caratteristiche specifiche: molto più larga e stabile di una tavola da surf con un rivestimento morbido per non scivolare e facile nel trasporto.
La lunga pagaia “Paddle” è realizzata in alluminio o in carbonio e ha una pala inclinata di circa tredici gradi che la rende più efficace rispetto ad una pagaia normale.
Esistono varie tipologie di pagaie e di tavole per un differente utilizzo.
Origini

Lo Stand up Paddle, meglio conosciuto come SUP, è nato in Polinesia ed è diffusissimo alle Hawaii, i primi a praticarlo furono i Beach Boys di Waikiki che negli anni ’50/60 iniziarono ad adottare questa tecnica per controllare meglio i gruppi di allievi surfisti e fare foto ai turisti durante le lezioni di surf.
Perfetto per chi non si rassegna ad aspettare in spiaggia le condizioni ideali per il proprio sport (Surf o Windsurf che sia), il SUP è un ottimo allenamento per i muscoli e per l’equilibrio.
Stand Up Paddle, ovvero il punto d’incontro tra il Surf e la Canoa, dal surf prende la caratteristica di scorrere sull’acqua in piedi su una tavola e di potere cavalcare le onde e dalla canoa eredita la pagaia, con cui si rema in piedi.
Procediamo…
La prima lezione sarà realizzata in spiaggia dove verranno mostrati i vari componenti del SUP descrivendo nomi e funzioni.
Poi, sempre in spiaggia, verrà spiegata la tecnica della pagaiata, come mettersi in piedi, come salire e scendere dalla tavola ed infine il trasporto dell’attrezzatura.

Ed eccoci pronti ad entrare in acqua, si mette il leash alla caviglia, ci sdraia sulla tavola con la pagaia sotto di noi e nuotando con le braccia lateralmente ad essa ci si porta verso il largo, diciamo a 10/20 metri dalla riva, lontano dai bagnati e a distanza di sicurezza.
Giunti nel posto adatto per il training, ci si mette in ginocchio e si inizia a prendere confidenza con la pagaia e la tavola, a questo punto, grazie alle esercitazioni fatte a secco in spiaggia, siamo pronti a metterci in piedi.
Le prime volte avremo un po’ di difficoltà a stare in piedi ma con i sapienti consigli dell’istruttore e con un po’ di pratica ed allenamento potremo tranquillamente fare le nostre prime pagaiate.
Attenzione alle cadute, l’istruttore avrà fatto vedere e spiegato come si cade in sicurezza, del resto anche questa parte di “capitomboli” fa parte del gioco, anche i campioni cadono.
Le lezioni successive, tenute sia in spiaggia e in mare, verranno infarcite di altra teoria come: la navigazione, l’ambiente marino, i cambi di direzione, come superare i frangenti, ecc. nonché prove pratiche in mare sulla tecnica di pagaiata e il rientro in spiaggia, tutto sotto il controllo e la guida dell’istruttore in sicurezza e relax.

Bastano cinque lezioni ed il gioco è fatto, abbiamo imparto un nuovo modo di andare per mare. Adesso possiamo o noleggiare o acquistare il nostro primo SUP compagno di giochi, di tanto sport e sano divertimento.

Un consiglio su cosa portarsi: Per le lezioni in spiaggia ciabatte, cappellino, occhiali da sole, maglietta per le scottature, licra e poi la muta/mutino per le esercitazioni in mare. Crema solare per i più sensibili al sole.

By Franco Russo
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