Manutenzione e accensione caldaia

caldaia-okCon l’inoltrarsi della stagione autunnale, nonostante le giornate siano ancora abbastanza lunghe e le temperature più o meno tiepide, la sera viene la voglia di iniziare ad accendere il sistema di riscaldamento. Ma si deve provvedere ad un minimo di manutenzione per un corretto

funzionamento dell’impianto e di un buon rendimento dello stesso, con il conseguente contenimento della spesa energetica.
Ogni due anni è obbligatorio far effettuare delle prove di rendimento del generatore di calore. Il rendimento del generatore viene stimato attraverso due operazioni l’analisi dei fumi della combustione e l’ispezione del sistema di scarico dei fumi della combustione.
Quest’ultima operazione, se è necessario, può richiedere l’utilizzo di una telecamera di ispezione, nella maggior parte dei casi (caldaia con scarico singolo) si limita ad essere un semplice controllo visivo. Il dato circa il rendimento di emissione deve invece essere riportato fedelmente sul libretto di impianto cui appartiene la stessa caldaia.
Nei casi di generatori o caldaie di potenze superiori ai 35 kW l’eventuale presenza di un serbatoio di combustibile, richiede un controllo ed una pulizia dello stesso serbatoio in funzione della tipologia di combustibile.
Per il gasolio il periodo di riferimento per la pulizia è di 6 anni, per gli altri tipi di combustibili è di tre anni. Il controllo e la manutenzione del generatore devono essere effettuati da personale tecnico abilitato, mentre per l’impianto di riscaldamento a radiatori è possibile effettuare un minimo di manutenzione e controlli secondo i principi del fai da te.
Operazione classica è l’ eliminazione dell’aria dall’impianto, tecnicamente detta spurgo. L’esigenza dello spurgo dei radiatori si manifesta con dei segnali chiari come un fastidioso rumore o un riscaldamento non uniforme della superficie radiante con il conseguente calo di prestazioni dei terminali.
Lo spurgo deve essere effettuato con la caldaia spenta, deve quindi essere aperto il rubinetto che collega l’impianto alla rete di adduzione per il suo riempimento fino a quando la pressione descritta dal manometro della caldaia non raggiunge un valore di circa 2,5 bar.
A questo punto è necessario agire sui radiatori o termosifoni presenti in casae dopo essersi muniti di un secchio e stracci è necessario aprire le valvole ed i detentori di tutti i radiatori, quindi partendo dal radiatore più lontano rispetto al generatore deve essere aperta la valvola di sfiato. L’operazione termina con la chiusura della valvola di sfiato quando il flusso di acqua emesso diventa uniforme.
A questo punto è possibile chiudere il rubinetto di adduzione acqua della caldaia aperto precedentemente, è inoltre necessario assicurarsi che la pressione letta sul manometro abbia un valore compreso tra 1 bar e 1,5 bar.

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