Meritocrazia e il rispetto per il nostro futuro

meritocraziaSulla scia delle “chiacchere” di questi giorni tra primarie e “secondarie”, vecchio e nuovo, legalità e certezze per il futuro, sono andato in giro per internet per mettere sulla bilancia ciò che non hanno saputo fare i nostri politici.

Per esempio la Rete è stracolma di denuncie e commenti poco riguardevoli verso il mondo universitario che non solo ci costa svariati milioni ma è pure l’artefice di una lobby di pochi che dal loro piedistallo dettano regole che incidono profondamente sullo scopo di avere una società culturalmente avanzata e libera.
Un caso che dovrebbere far riflettere ed essere nelle prime pagine dei giornali fino a completamento della “giustizia” almeno morale, dovrebbe essere il caso di Marco Lanzetta, superchirurgo riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per gli studi sulla mano e bocciato per 9 anni con relativa cattedra negata. I giudici in 5 verdetti hanno stabilito e dato ragione ai ricorsi del chirurgo ma nulla è cambiato.
Tutto comincia quando il chirurgo, dopo essersi specializzato in chirurgia della mano nel New South Wales e in Quebec, aver avuto giovanissimo la direzione della Microsearch Foundation di Sydney, aver partecipato nel 1998 a Lione al primo trapianto al mondo di una mano e avere già pubblicato molti dei suoi 190 libri, capitoli di opere collettive e articoli scientifici anche sulle maggiori riviste internazionali, decide di concorrere per una cattedra di professore di ruolo di prima fascia alla «Insubria» per «malattie dell’apparato locomotore». La materia che già insegnava come «associato» alla Bicocca.
Ma la commissione giudicatrice dichiara «idonei i professori Giorgio Pilato e Paolo Tranquilli Leali e non idoneo il Prof. Lanzetta». Questo risultato lo si ha per ben 5 volte e dopo altrettanti ricorsi e sentenze a favore del Lanzetta.

Non vogliamo neppure entrare sul merito di uno o l’altro dei partecipanti alla selezione, giudicate voi. Perché se anche Lanzetta fosse ingiustamente considerato un fenomeno nel resto del mondo ma fosse in realtà un somaro casualmente finito a fare il primo trapianto di mano al mondo e gli unici trapianti simili in Italia, il punto è : le sentenze vanno rispettate sì o no anche nelle università?
La cosa è «eccentrica» e ricordiamo chi è il “trombato” : «500 interventi all’anno alla mano con il suo team dell’Istituto di chirurgia della mano di Monza, con sedi anche a Milano, Bologna e Roma. Unico a presentare la tecnica del trapianto della mano. In 13 delle 15 pubblicazioni presentate il nome del Prof. Lanzetta figura per primo» e c’è una evidente sproporzione rispetto «alla borsa di studio assegnata al candidato Giorgio Pilato dal governo giapponese».
In contrasto una monografia del Prof. Pilato «La pseudoartrosi dello scafoide», pubblicata dopo la pubblicazione del bando di concorso»e in collaborazione con il «prof. Gianni Zatti che, avendo collaborato con il prof. Pilato sia in ambito universitario sia nell’attività libero professionale, sia pubblicando un’opera come coautore, sarebbe stato incompatibile alla carica».
Quindi dopo 9 anni e 5 sentenze che hanno dato torto marcio ai “Signori” delle Università, l’intera vicenda è ancora in alto mare.

Ma non è il solo caso di misteriose capacità valutative degli organi competenti. Salta all’occhio la vicenda di Dino Distefano, genio informatico che al concorso dell’università di Pisa, qualche anno fa, lo hanno bocciato ma che non ha mollato e perso tanto tempo in Italia e si è rivolto all’estero.
Dapprima in Olanda e per magia trova le porte aperte. Poi in Inghilterra e le porte ancora più aperte. Forse in questi paesi le raccomandazioni non contano? Forse loro hanno capito che i raccomandati abbassano il livello della qualità?
Il risultato è che alla Royal Society di Londra, il gotha della scienza britannica, è stato proprio questo 39enne da Biancavilla (Catania) a salire sul palco per tenere una lezione e per ritirare il «Roger Needdham award», che è una sorta di Nobel dell’informatica (assieme al «Turing award») assegnato a quanti si sono distinti nei dieci anni successivi al conseguimento del dottorato (il Phd).
Ha inventato e brevettato il «software dei software», chiamato «Infer», va a rilevare i difetti in anticipo, prima che l’elettronica sia installata sugli aerei. Compie il check prima che il modello di un auto sia commercializzato. In pratica è la «medicina preventiva» per impedire che i grandi sistemi vadano in tilt.
Alle equazioni dello scienziato italiano e del suo gruppo (Cristiano Calcagno, un altro italiano, Peter O’Hearn e il coreano Hongseak Yang) si sono affidati l’Airbus (per i computer sugli aerei), la Toyota e la Mitsubishi, la Arm (i chip degli iPhone) e la Microsoft.
Tirate voi le somme: In un Paese serio, con dei fatti così, dove chi giudica non sa nulla e fa perdere soldi e tempo non rispettando nemmeno le sentenze, si dimetterebbero il rettore, i commissari, i professori dichiarati vincitori, tutti o NO?

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Autore: desire25

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A cosa serve una grande profondità di campo se non c'è un'adeguata profondità di sentimento? (Eugene Smith)



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