Nuove forme di turismo

turismo-astronomicoStufi dei soliti pacchetti viaggi pre-confezionati e tutti uguali? Siete alla ricerca di nuove prospettive per “vivere” spazi aperti e incontaminati? Allora il vostro obiettivo può essere l’ astro-turismo.

Una nuova forma di turismo che abbina la semplice osservazione del cielo e la passione per ambienti incontaminati, specie dalla luce artificiale. Una pratica crescente di tantissimi turisti che in tutto il mondo si armano di sacco a pelo e magari anche di telescopio portatile per andare a caccia di stelle. Gli occhi dell’uomo impiegano circa 15-20 minuti per abituarsi al “buio pesto” e i cieli, preferibilmente freddi e necessariamente limpidi, hanno in serbo meraviglie da ammirare senza timbrare alcun biglietto.
Infatti solo in queste condizioni, cioè l’assenza totale di luce artificiale, permette all’osservatore il più grande e meraviglioso spettacolo della natura.

Per questo motivo ci sono delle associazioni che lottano per “preservare la notte”. La International Dark-Sky Association (IDA), organizzazione no profit che si prefigge di proteggere gli ecosistemi che dipendono dalla luce naturale e di tagliare gli sprechi di energia e l’inquinamento luminoso. L’Ong ha all’attivo tantissime iniziative nel mondo, di sensibilizzazione di governi e opinione pubblica, e promuove altresì vere e proprie oasi del buio certificate.

La riserva di Aoraki Mackenzie in Nuova Zelanda che è la più grande al mondo con una superficie di oltre quattromila chilometri quadrati. I suoi cieli sono quasi completamente liberi da inquinamento luminoso ed è uno dei migliori siti per l’osservazione delle stelle al mondo. Una vasta area candidata allo stesso riconoscimento si trova nella foresta di Kielder nel nord della Gran Bretagna: oasi protetta di oltre mille chilometri quadrati. Nel sito già alberga un nutrito manipolo di astrofili e il suo osservatorio in quattro anni ha attirato 30 mila visitatori. In Scozia un sito già riconosciuto, considerato tra i più belli e bui d’Europa, è la foresta di Galoway, mentre altra destinazione ‘certificata’ è l’Exmoor National Park nelle contee inglesi di Devon e Somerset.
Le altre riserve del buio dell’IDA sono quella di Mont Mégantic, nella regione canadese del Quebec e la NamibRand Nature Reserve africana in Namibia.

La “Dark sky reserve” di Alqueda, Portogallo si estende per tremila chilometri quadrati nei comuni di Alandroal, Barrancos, Moura, Mourao, Reguengos de Monsaraz e Portel, nell’Alentejo. Il primo sito al mondo ad essere dichiarato Starlight Tourism Destination dalla fondazione Starlight con supporto di Unesco, Organizzazione mondiale del turismo e International Astronautical Congress.
Non solo caratterizzata da un’eccellente qualità del cielo stellato (senza inquinamento luminoso) ma anche ben attrezzata per accogliere turisti. In loco è possibile prendere in prestito telescopi e binocoli per le osservazioni e si può scegliere di farsi guidare da esperti. C’è anche un itinerario ad hoc che consente ai visitatori di praticare attività complementari a cavallo, a piedi, di degustare vini e osservare la natura.
Altri due siti “Starlight” sono stati di recente nominati in Spagna: si tratta della riserva della biosfera di La Riojia e La Palma, isola delle Canarie.

Un viaggio ideale è anche in Sudafrica che vanta non solo i ‘Big Five’ della Savana ma anche del cielo: la Grande Galassia di Magellano (la più luminosa tra quelle vicine a noi), Alpha Centauri (la stella doppia più luminosa), Omega Centauri (l’insieme di stelle più grande e più luminoso) e la Croce del Sud (la costellazione più piccola ma più luminosa di tutte).

Il Cile è un paradiso dell’astro-turismo, in particolare nella parte settentrionale del Paese. Tra le località in cui ci sono agenzie che organizzano itinerari ad hoc tra cui La Serena, Vicuña, Elqui, Andacollo, Antofagasta, Iquique.
Le Ande vanno bene tanto quanto il deserto di Atacama. Qui non a caso si trova l’Osservatorio Paranal che possiede il telescopio ottico più grande sul pianeta: il Very Large Telescope.

Negli ultimi anni molti paesi hanno aumentato il turismo sviluppando e integrando progetti astronomici ai soliti “tour”. Un settore in forte ascesa per professionisti o dilettanti che non richiede niente di speciale ma solo la gioia di imparare e scoprire i misteri di ciò che sovrasta le nostre teste.

Firmato: Sapiens
Sito web: http://www.scottishdarkskyobservatory.co.uk/
Twitter :

Sapiens

Autore: Sapiens

Biografia:

Tutto arriva ad una fine. (alexander fu sheng)



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