Olimpiadi di Londra 2012: ultima frontiera della schiavitù

Olimpiadi-di-Londra-2012-ultima-frontiera-della-schiavitùAvete presente la pubblicità che continua a martellarci sulle Olimpiadi di Londra 2012?…

Quella in cui si illustrano le meraviglie a cui assisteremo e che un giorno potremo dire orgogliosi che “Noi C’eravamo”?
Ebbene arriva notizia che altre persone potranno dire di esserci state ma di avere visto il “Lato B” delle Olimpiadi.
Dopo le notizie trapelate, nello stupore di molti ma messe a tacere perchè i miliardi in gioco sono tanti, per le divise comprate a due dollari e cucite in Indonesia, in fabbriche dove gli operai e le operaie lavorano in condizioni di sfruttamento prossime alla schiavitù, sponsorship “pesanti” e divieti vari, arriva un’altra triste realtà: gli spazzini delle Olimpiadi tra sporcizia e fango a testimoniare, forse, i passati del regno unito quando la parola schiavo era di moda…

Molti non sanno quanto sia grande l’enorme macchina che si mette in moto per allestire delle Olimpiadi, quindi non si fa caso a ciò che serve per mantenere puliti gli spazi adibiti al transito e al divertimento dei milioni di persone che arriveranno.
Migliaia sono le persone che per bisogno di guadagnare dei soldini, firmano dei contratti di assunzione come addetti alle pulizie assunti per i Giochi di Londra 2012. Fango, acqua stagnante ovunque, le capanne di lamiera arrugginita con le finestre piccolissime: dentro ci si vive ammassati in dieci, un bagno ogni 28 persone, una doccia ogni 75. E per dormirci si pagano anche 18 sterline al giorno.
Per le centinaia di immigrati arrivati nella speranza di sbarcare il lunario durante i Giochi Olimpici è stata un’amara delusione. Hanno anche firmato una clausola che impedisce loro di parlare con la stampa. Vietato anche ricevere parenti e amici per ragioni di sicurezza.
In alcuni alloggi piove perché i tetti dei prefabbricati sono vecchi e l’acqua riesce ad entrare. Secondo il comitato organizzatore delle Olimpiadi, però, il campo rientra negli standard anche se gli ufficiali sanitari hanno ammesso che i bagni e le docce non sono adeguati.
Craig Lovett, della compagnia Spotless International Services che fornisce i servizi di pulizia, si è pronunciato con parole degne di un regime dittatoriale: «Questa non è una prigione. Nessuno è costretto a rimanere qui e molte persone sono felici di aver trovato un lavoro data l’alta disoccupazione che affligge il nostro Paese e il resto del mondo».

Certo per un Paese che si vanta di essere sempre qualcosa in più di altri, con l’arma della critica sempre sguainata ma che dimentica i propri trascorsi con quartieri malfamati, malsani, sporchi e con le fognature a cielo aperto. Londra era tutta uno slum fino al 1900, c’è anche una poesia di Wordsworth del 1802 che ne parla. Ora è diventata uno slum abbellito… con la pretesa di essere ringraziati delle opportunità di lavoratore-schiavo che offre!!!

Il ritratto del mondo globalizzato in piccolo: lo sfruttamento del lavoro dei paesi sotto sviluppati, i dipendenti schiavizzati, i contratti milionari con i potenti e i signori delle armi…
Potrete dire anche Voi di averlo saputo e di esserci stati.

Firmato: Good Morning
Sito web: http://gustosericette.altervista.org/
Twitter : gustose_ricette


foliko

Autore: foliko

Biografia:

L'acido delle meraviglie!



Contatti

Scrivi La Tua Opinione

*

Immagine CAPTCHA

*