Produttività made by Sindacati

bonanni-angeletti-camussoCome volevasi dimostrare i “geniacci” della politica in collaborazione con i più grossi squali imprenditoriali hanno stabilito di mettere in campo nuove regole per “massacrarci”.

Complici della ricetta i sindacati che per tenersi una fetta di “guadagni” e prendendo come scusante il bene dei lavoratori continua a dire SI su tutto, basta che non se ne parli più.

In pratica il nuovo accordo parla di orari più flessibili, telecamere in fabbrica e in ufficio, più salario in relazione alle performance. Sono alcuni dei punti dell’accordo di produttività, raggiunto da governo e parti sociali, ad eccezione della Cgil. Susanna Camusso. I punti chiave su cui si basa l’accordo sono il rafforzamento della contrattazione di secondo livello e gli sgravi fiscali per il salario di produttività.

Per i lavoratori arriveranno cambiamenti su orari e qualifiche. Possibile il demansionamento, ma non unilaterale, con decurtazione dello stipendio e, per quanto riguarda i turni, una ridefinizione della loro distribuzione anche con modelli flessibili. Il demansionamento e la flessibilità dei turni sono due nuovi istituti contrattuali che potranno essere introdotti solo facendo ricorso alla contrattazione collettiva. Contrattazione collettiva anche “per le modalità attraverso cui rendere compatibile l’impiego di nuove tecnologie”, ovvero la possibilità di introdurre la video sorveglianza sui luoghi di lavoro.
Viene poi stabilito il doppio livello di contrattazione. Verrà depotenziato il contratto nazionale e saranno rafforzati quelli di secondo livello. In pratica le parti sociali potranno scegliere di quale secondo livello discutere: o territoriale o aziendale.
Entro il 31 dicembre 2012, la materia della rappresentanza sindacale “sarà disciplinata per consentire il rapido avvio della procedura per la misurazione della rappresentanza nei settori di applicazione dei contratti nazionali, in attuazione dei principi contenuti nell’accordo interconfederale del 28 giugno 2011”.

Quindi secondo queste persone per uscire dalla crisi e aumentare la produttività dobbiamo trasformare i luoghi di lavoro come case del grande fratello, essere alla mercè della giornata e degli umori dei”capi” che potranno demandarti a loro piacimento, decurtazione dello stipendio, etc.

Un operaio italiano, in un anno, lavora due mesi in più del suo equivalente tedesco, prende in media circa 500 Euro in meno ( senza contare che hanno più agevolazioni) eppure la produttività della Germania è ai vertici.

E in Italia si fa un accordo che chiede a chi lavora, ancora, più orario in cambio di ancor meno salario!
Siccome l’Italia deve sottostare ai drastici vincoli dei patti di stabilità europea, delle banche e della finanza, della moneta unica, dei governi conservatori e il sistema delle imprese vuole incrementare i margini di profitto nonostante la crisi, allora è chiaro che l’unica leva che rimane, l’unica reale flessibilità è quella che viene dal supersfruttamento del lavoro. Il patto sulla produttività estende ovunque il sistema Marchionne: i pochi che ancora lavorano devono accettare di farlo ai prezzi del mercato globale, altro che contratti e diritti.

Tutto questo non ha nulla a che fare con la difesa dell’occupazione ma solo con quella dei profitti. La disoccupazione di massa è indispensabile per costringere i lavoratori a piegarsi al supersfruttamento. La disoccupazione deve restare e crescere, altrimenti il modello non funziona.
A tale fine il governo mette a disposizione la riduzione delle tasse solo per il salario flessibile. Mentre alla maggioranza dei lavoratori viene calata la paga, una minoranza può mantenere il potere d’acquisto se lavora di più in una azienda che va bene, e solo questa minoranza avrà meno tasse suula busta paga. Questo mentre non si trovano più i fondi per la cassa integrazione o per l’indennità di disoccupazione.

Il patto sulla produttività è in pochi anni il terzo accordo interconfederale che devasta il contratto nazionale e tutto il potere di contrattazione del lavoro. Il primo nel gennaio 2009 non è stato sottoscritto dalla Cgil. Il secondo, in pura continuità con il precedente, il 28 giugno del 2011 è invece stato firmato dalla stessa Cgil, che anzi con la Fiom oggi ne rivendica la piena applicazione. Ora il patto sulla produttività scioglie ai danni dei lavoratori alcune formule ambigue dell’accordo precedente, demolendo definitivamente il contratto nazionale.

Attenzione gente a chi fa i doppi giochetti. A volte ci sono persone che fanno finta di litigare per “empatizzare” con chi vogliono attirare dalla loro parte.

L’alternativa? La storia ci insegna che avere timore di più disoccupazione e abbassare le braghe non risolverà nulla. Siamo ormai a livelli di guardia e andrà peggio solo che non potremo nemmeno più dire di stare meglio dei “cinesi”.

Sarebbe il caso che questi “sindacalisti” facessero largo a qualche lavoratore che ha sudato con la fronte e non con la” lingua”.

Firmato: Obitorium
Sito web: http://it.wikipedia.org/wiki/Sindacalismo_rivoluzionario
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Autore: Obitorium

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Il buon nome non sostituisce l'intelligenza... anzi spesso la uccide!



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