Quello che i “nostri Politici” non dicono.

muroMi ritorna in mente la lotta selvaggia e senza quartiere di “politici” che per accaparrarsi la poltrona hanno confuso e buttato nel caos il paese.

Purtroppo la storia si ripete… sempre! Infatti vi sarete resi conto che ormai la lotta per prenderci in giro fa spola tra notizie catastrofiche e elezioni primarie,secondarie etc…
Si perchè si sono inventati questo altro modo di fare “caos” e di farsi pubblicità gratuita con estenuanti battibecchi su chi può fare meglio e chi ha idee innovative per far riprendere il paese… peccato che siano sempre gli stessi, magari dietro maschere e provocazioni diverse, che hanno massacrato noi increduli cittadini.
La sinistra ha tenuto banco, per mesi, su tutti i quotidiani con l’infinita e tragicomica elezione del “premier”, la destra che tra un “colpo di mano contro il governo e le dichiarazioni dell’ex premier fa gridare la sinistra ” al lupo, al lupo”…. Il centro ancora deve decidere con chi fare da paravento….

E in questo clima politico dei soliti noti, si perde di vista cosa vorrebbero sul serio i cittadini!

Da sempre i cittadini chiedono pulizia in parlamento da persone “indegne” di rappresentarci e invece hanno fatto un mini emendamento e hanno escluso appena 2 politici, forse saranno ripescati come dice il buon Crozza, su centinaia di persone con guai con la giustizia.
I cittadini volevano vedere un vero e proprio taglio all’enorme spreco di denaro, partendo dal “quirinale” per giungere ai piccoli comuni e invece assistiamo increduli a notizie di politici ormai lontani dalla vita politica che hanno mega uffici per la rappresentanza oppure pensioni doppie per un paio di anni di “lavoro”.
Noi cittadini pretendevamo di eliminare i contributi ai partiti e invece a distanza di anni ci si accorge che si erano fatti una legge a sè per aggirare il referendum!

Si è cantato e scritto in mille modi la necessità e il desiderio dei “cittadini” di fare ordine nei servizi pubblici locali e invece sono sempre, e più che mai, un monumento all’inefficienza.

Infatti per fare un altro esempio di mala politica parliamo di servizi pubblici locali che sono affidati a migliaia di società partecipate dai più disparati enti territoriali e il loro numero preciso non è nemmeno certo. Basti pensare che il 15 per cento della popolazione italiana ancora non è allacciata alla rete fognaria. Questa miriade di aziende in mano ai politici è il monumento all’inefficienza della gestione pubblica di attività economiche e alla sua non riformabilità. Infatti, se in cento anni non si è riusciti a creare un sistema efficace di gestione dei servizi pubblici è difficile pensare che ci sia qualche forza politica illuminata che alla presa del potere godrà di una onniscienza e di una purezza tale da rendere funzionante ciò che per sua natura non può essere.
Parlando solo dell’acqua, nessuno sta investendo per potenziare la nostra decadente rete idrica, che disperde ben il 37 per cento del liquido trasportato, perché i privati non hanno idea di quale sarà la remunerazione del capitale impiegato. Peccato siano necessari 60 miliardi per i prossimi 30 anni e non si sappia come trovarli. Nel frattempo i contribuenti sussidiano le tariffe politiche praticate da molte aziende idriche anche quando per avventura i prezzi nel loro comune siano molto alti.

Nel trasporto pubblico locale, invece, prevale l’affidamento diretto con conseguente minore efficienza rispetto ai modelli europei e, manco a dirlo, un servizio peggiore per gli utenti e una quota di copertura da parte del servizio pubblico delle modalità di spostamento motorizzate inferiore del 10-20 per cento rispetto al resto del Continente. Eppure dovrebbe essere chiaro che non confrontarsi con la competizione fa sì che si abbia un cattivo servizio, nessuna innovazione e nemmeno imparare dai concorrenti.
Inoltre, la nomina dei vertici di queste imprese non è caratterizzata da criteri di merito, ma di appartenenza politica, creando così un grave gap di competenza con il settore privato, e soprattutto con gli stranieri, difficilmente tollerabile in un mondo sempre più globalizzato. Inutile ricordare che gli investimenti sono spesso determinati da logiche elettorali o clientelari, le assunzioni di personale pure e quando vi è un connubio con il privato in una situazione di scarsa trasparenza a rimetterci è sempre il contribuente. Le soluzioni sono tutto sommato semplici: liberalizzare, imponendo sempre gare con periodi di durata delle concessioni proporzionali al capitale investito (vanno bene 20 anni per una metropolitana, non per un servizio di autobus) e alle quali non possano partecipare società anche minimamente in parte possedute dall’ente concedente.

A fronte di questi piccoli esempi, risuonano ancora le parole di alcuni rappresentanti poitici che vorrebbero più partecipazione dei cittadini alla vita politica, che incuranti di cosa dice la costituzione si sono creati il loro “lavoro” fregandosene altamente di “NOI” cittadini.

Firmato: Plasmatica
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Autore: Plasmatica

Biografia:

"Se ci tengo a fare qualcosa, non lo chiamo lavoro." (Richard Bach)



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