Sanità: ennesima beffa del governo

medici-disonestiIl governo aveva promesso di mettere fine alla vergogna dei pazienti dirottati dagli ospedali pubblici verso le cliniche, invece è arrivata la solita proroga. Una beffa per i pazienti, un regalo ai medici disonesti. Da tredici anni si attende, di proroga in proroga, una riorganizzazione. Vergogna !!!

Nel 1999 venne data la possibilità ai medici di svolgere l’attività privata all’interno degli ospedali, sperando di porre fine al dirottamento dei pazienti nelle case di cura.

Dopo più di dieci anni da quella riforma il risultato è modesto: tante aziende sanitarie non hanno adeguato gli spazi da destinare agli studi dei medici, molti dei quali hanno continuato a visitare e a operare nelle cliniche, nonostante abbiano accettato il rapporto di esclusività con il Servizio sanitario nazionale e il relativo aumento di stipendio.

Basterebbe applicare la legge del 2007 che prevede la libera professione all’interno dell’ospedale, ma al di fuori dell’orario di lavoro, e obbliga ad assicurare un numero di prestazioni nel pubblico non inferiore a quelle del privato.
Ciò significa che se un medico esegue cento visite al mese a pagamento, ne deve eseguire almeno cento anche nel pubblico. Una proporzione che garantisce guadagni elevati ai professionisti, riduce le liste d’attesa e tiene conto delle esigenze degli ammalati, senza discriminare i meno abbienti. Inoltre, se il medico lavora solo all’interno del suo ospedale, un paziente che viene operato di mattina e ha una complicazione il pomeriggio, sarà più tranquillo perché il suo chirurgo è lì, non è corso in clinica e si prenderà cura di lui.
L’organizzazione caotica di questi anni ha creato anche terreno fertile per alcune situazioni di illegalità inaccettabile.
Su 704 posizioni di medici valutate in un’indagine dei Nas nel 2011, ben 356, ovvero la metà, hanno dato origine a una denuncia.

Come al solito preferiamo una bella proroga e continuiamo a punire i medici diligenti e onesti e si idealizzano i furbi, coloro che non rilasciano le fatture ed evadono le tasse, che privilegiano le visite allo studio privato trascurando il lavoro in ospedale, e quelli che in ospedale non ci vanno proprio ma si fanno timbrare il cartellino da colleghi compiacenti.
I disonesti sono una piccola minoranza ma danneggiano la stragrande maggioranza di quegli operatori sanitari che, responsabilmente, ogni giorno si dedicano ai pazienti, spesso in condizioni difficili e con strumenti limitati.

Poi ci vengono a parlare di mala sanità, dei suoi costi e continuano a dibattere su cosa fare o no, evitando accuratamente di mettere in pratica delle leggi che potrebbero davvero aiutare…
Queste persone che di certo non guardano a migliorare le sorti del cittadino, non sono soddisfatte del malore che esiste e che aumenta nella sanità, fanno delle proroghe per parlare, parlare, parlare, aspettando nuove elezioni per poi ricominciare a parlare, parlare parlare….

Si scelga invece di separare i percorsi, da una parte il privato puro, dall’altra il pubblico introducendo incentivi salariali e di carriera significativi, con premi economici per chi lavora meglio e con valutazioni periodiche dei risultati.
Mettiamo la parola fine una volta per sempre a quell’anomalia tutta italiana che garantisce a un medico il posto fisso a vita permettendogli allo stesso tempo di svolgere la libera professione, quasi sempre senza controlli.

Firmato: Malato in corsia
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