Sergio Mattarella: il presidente dell’operazione “mani pulite”?

Defense.gov_News_Photo_000323-D-2987S-017“Il mio pensiero va soprattutto e innanzitutto alle difficoltà e alle speranze dei cittadini”. Queste sono state le prime parole di Sergio Mattarella. Aspetto saggio, quasi austero, Mattarella rompe con l’immagine del suo popolare predecessore. Tuttavia la sua probità potrebbe rimettere ordine dopo l’era Berlusconi e restituire fiducia nella classe politica nazionale. Ritratto del dodicesimo Presidente che -a 73 anni- cristallizza le speranze di un’Italia “pulita”.

Un uomo retto

Il suo nome non viene mai citato in casi di corruzione o nei conflitti interni che agitano il suo partito. Del resto ha lasciato la politica per diventare garante della Costituzione. Questo vedovo dalla vita retta è l’opposto dei “politici politicanti”. E ha sedotto Renzi. Calmo e misurato quanto Renzi può essere esplosivo, Mattarella ne è l’antitesi. Il Presidente del Consiglio ha quindi puntato sull’uomo dall’indiscutibile rettitudine e lontano dalle telecamere. A due settimane dalla sua elezione Mattarella già stupisce: l’equipaggio e i viaggiatori del volo Alitalia Roma-Palermo sono stati molto sorpresi quando hanno visto il neo-Presidente salire a bordo dell’aeromobile come uno qualunque dei 200 passeggeri. Si trattava di un volo andata e ritorno per visitare la sua terra natia di cui ha pagato il biglietto di tasca propria: un inedito per la Repubblica abituata agli eccessi dei politici. Mattarella trasmette quindi il suo stile sobrio. Anche il suo giuramento al Quirinale gli assomiglia: “essenziale, conciso, non retorico” ciò che “rappresenta puntualmente la personalità di Mattarella per essenzialità, sobrietà e serietà” ha detto l’ex inquilino del Quirinale Giorgio Napolitano (1).

Con la lotta alla corruzione e all’evasione fiscale nel cuore

Nel suo discorso del 3 febbraio scorso Mattarella ha toccato tutte le criticità del Paese: corruzione, mafia, evasione fiscale. “La lotta alla mafia ha avuto molti eroi. Penso a Falcone e Borsellino”. Il nuovo presidente non ha dimenticato l’omicidio del fratello Piersanti che aveva sfidato l’onnipotenza della mafia sull’isola. “Lotta alla corruzione priorità assoluta” ha continuato Mattarella (2). E gli applausi si sono fatti scroscianti. Quanto basta per mettere in imbarazzo alcuni politici presenti che hanno faticato non poco a simulare il gaudio. In prima fila Silvio Berlusconi. Se Napolitano gli ha rifiutato la grazia presidenziale, l’ex Cavaliere a maggior ragione non potrà contare sul supporto di Mattarella. Intransigente sui suoi principi, quest’ultimo ha dato le dimissioni da Ministro della Pubblica Istruzione nel 1990 quando si è trovato in disaccordo con la riforma del sistema radiotelevisivo che rafforzava il potere di Mediaset. Nessuno dubita che le dichiarazioni del nuovo Presidente abbiano lasciato l’amaro in bocca anche a Roberto Formigoni (3), accusato di corruzione e di associazione a delinquere dai Procuratori di Milano, o a Giancarlo Galan al centro di casi di evasione fiscale.

Il Paese è stato particolarmente martoriato dagli scandali e dissanguato da un’evasione fiscale che rappresenta ogni anno 180 miliardi di euro, come dichiara Stefano Livadiotti (4) nel suo libro “Ladri – Gli evasori e i politici che li proteggono”. E ancora oggi i casi si accumulano. Nel mirino le imprese straniere come Smartbox (5), specialista dei cofanetti regalo ma non troppo generosa col fisco. La finanza le reclama 12 milioni di euro di redditi non dichiarati. La filiale italiana ha messo in piedi un sistema, attraverso la propria società madre con sede in Irlanda, che le consente di sottrarsi al pagamento delle imposte che pure avrebbe dovuto versare. Tuttavia un po’ di pulizia deve essere fatta anche nelle aziende italiane, come rivela l’ultimo scandalo sull’azionista di maggioranza di Borsalino (6), Marco Marenco. Con stupore generale l’emblematico cappello nascondeva un sistema di evasione fiscale che ha portato alla rovina la maison storica. È dunque un messaggio di speranza quello rivolto da Mattarella, fervido difensore della legalità. Gli italiani contano sul suo incessante impegno, come quello di cui ha fatto prova all’interno del Partito Popolare dopo la stagione dei grandi scandali dell’operazione Mani Pulite nel 1992.

Ogni speranza è lecita

Buone notizie: da Presidente, il Giudice Mattarella non sembra aver cambiato le sue abitudini. Cattolico praticante, all’indomani della sua elezione è andato a Messa. Si tratta di “una personalità di grande sensibilità istituzionale, la cui lunga storia politica e umana rappresenta garanzia di solidità e fiducia in una fase particolarmente difficile per il nostro Paese”; sono parole di Gian Mario Spacca (7). “Sono certo che l’intelligenza politica, l’equilibrio, la capacità di mediazione, il senso della coesione nazionale, il forte rispetto per le autonomie locali, sempre dimostrati dal Presidente Mattarella, sapranno indicare all’Italia la via per riprendere fiducia e crescita. Rivolgo al neo Presidente della Repubblica

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