Terremoti imprevedibili

TerremotiLa comunità scientifica, che da anni si sta interrogando sul problema e che si rende conto di quanto la soluzione sia ancora molto lontana, prende atto che è più facile prevedere l’esito di un tiro di dati o del gioco del lotto che prevedere l’arrivo di un forte terremoto.

Sono 180 i modelli di previsione all’esame della collaborazione internazionale Csep (Collaboratory for the Study of Earthquake Predictability), una sorta di supervisore delle ricerche condotte in tutto il mondo sul problema della previsione.
Quello elaborato dal sismologo Giuliano Panza, dell’università di Trieste e del Centro internazionale di fisica teorica (Ictp) di Trieste, considera aree molto estese e intervalli di tempo prolungati.
Per esempio, la previsione di un terremoto nel Nord si riferisce, secondo il modello, ad un’area che si estende dalla Slovenia alla Liguria, fino al Lazio, e il periodo considerato è di sei mesi. La previsione di un terremoto al Sud riguarda invece l’area che dalla Sicilia comprende Calabria, Basilicata e Appennino meridionale fino al confine tra Lazio e Campania.
E’ un modello noto da 20 anni e finora non è stato preso in considerazione in nessuna parte del mondo a fini operativi.
Attualmente non esistono modelli di previsione a breve termine e in grado di prevedere con precisione un evento in una data zona’.

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