Terremoto: non tutti piangono

emilia-terremotoIl terremoto in Emilia continua a spaventare e completare i danni delle prime scosse.

La popolazione è in ginocchio e col cuore a pezzi per il costo delle vite umane ma anche per le vite di sacrifici e duro lavoro che sono finiti nelle macerie.
Ancora presto stabilire l’effettivo ammontare dei danni materiali ma di sicuro è gia troppo.
Però, in questo susseguirsi di notizie in Tv e nei giornali, dove tuttti gridano ai danni economici, mi è venuto alla mente un ricordo riguardo un libro che constatava come la guerra portasse benefici sull’economia.
A questo punto ho fatto un paragone su ciò che succede in Emilia, fabbriche ferme o distrutte, paesi e palazzi da ricostruire, infrastrutture da risanare, intere produzioni agricole al macero: una piccola guerra.
Allora non tutti piangono, e non lo dicono !!!
In fondo in fondo, per quanto cinico possa essere, questo terremoto aiuterà questo governo a mettere in moto, un pò, l’economia.
Ditte di costruzioni, lavoratori assunti per assorbire alle richiete di prodotti primari ma anche prodotti che prima produceva qualcun altro, per non parlare di tutti i beni di consumo ordinari e straordinari di cui hanno bisogno i terremotati e chi li aiuta sul campo.
Acciaio, legno, tessuti, cibo, banche e mutui, assicurazioni, auto e macchinari, accessori e tutto ciò che servirà per ricostruire darà una spinta ad altre imprese.
Credo che ci sia una forte relazione, specie con un terremoto di queste dimensioni.
Nei prossimi mesi qualcuno dirà anche che la disoccupazione si sta ristabilizzando.
La mia speranza che, almeno stavolta, non ci sia il solito ” magna magna “, e che qualcuno vigili sulle spese e gli sciacalli.

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