TgCom24 L’INCREDIBILE APPELLO DI UN DISOCCUPATO ITALIANO!

Mauro-MerlinoIn ristrettezza economica

«Vendo un rene non per mangiare, ma per pagare le tasse». Merlino, sposato, due figli, non lavora stabilmente da due anni. Negli ultimi 24 mesi ha fatto sei lavori diversi, e sommando tutti i periodi in cui ha avuto un’occupazione arriva a malapena a due mesi lavorati. «Ho 44 anni – spiega – e posso ancora dare molto. Ma per la società sono inutile, è mai possibile esserlo alla mia età? Vedo la mia famiglia e mi chiedo se gli sono davvero utile, per il resto sono uno che non sta facendo nulla.

Senza lavoro dal lunedì al venerdì ogni giorno è uguale. Ma che cosa devo fare? Devo lasciarmi morire in casa, come in tanti hanno già fatto? Dall’inizio dell’anno sono già 14 i suicidi a causa della crisi. Il suicidio non mi ha mai sfiorato, ma la sensazione di sentirsi soli, inutili, quella sì. Non sto chiedendo un privilegio, ma qualcosa, il lavoro, su cui secondo la Costituzione si basa l’Italia. Desidero una vita degna d’essere vissuta. Voglio tornare a casa alla sera e puzzare di fatica, di lavoro, mentre ora vivo nella malinco-noia, e come me ogni disoccupato». In questi due anni Merlino è stato in diverse occasioni davanti a Montecitorio, per manifestare; quest’estate era là durante la protesta dei malati di Sla ed è stato ricevuto in Parlamento. Nel tempo ha poi realizzato diversi video di protesta, ma quest’ultimo, caricato su youtube l’8 gennaio, si sta dimostrando certamente il più dirompente. Viene condiviso sui social network, si diffonde su internet e c’è chi lo chiama in continuazione.

«È una provocazione

«Se avessi scritto “vendo un rene per mangiare” nessuno mi avrebbe ascoltato, è dal 2007 che c’è chi lo scrive, e non sono mai stati ascoltati. In Italia, tra le famiglie c’è del disagio, e 3 milioni di disoccupati. Dire che vendo un rene per pagare le tasse è come dire che non ho soldi, ma che per pagare qualcosa la politica, dalla nazionale a quella locale, mi chiede sono disposto a mutilarmi. Ce lo chiedono ogni giorno, spiegando che è l’unico modo per uscire dalla crisi, ma ormai non ci crediamo più. La mia non è una battaglia contro una cerchia, non punto ad abbattere una classe, ma a responsabilizzarla. Mi faccio togliere un rene per pagare loro, ma questo non ci sta facendo uscire dalla crisi».

Firmato: Andrea grenaldi
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