Tv che ci osservano e vetrine che ci propongono “affari d’oro”

privacySulla scia del famigerato social network Facebook e visto l’enorme successo che ha e continua ad avere tra le persone ammalate di “pecorismo”, la tecnologia vuole con prepotenza simile violentare la nostra privacy in barba alle più recenti leggi sulla protezione dei dati sensibili.

Ma facciamo un passo indietro e analizziamo il semplice e gratuito servizio che ci mette a disposizione da anni il noto gruppo di Facebook che con i suoi milioni di iscritti e la continua catalogazione dei nostri dati sensibili, perchè non tutti leggono con attenzione i consensi che gli diamo, e li usa per far fruttare milioni di dollari con le compagnie pubblicitarie.

Tutto il sistema è concepito per condividere e indirizzare le opinioni verso dei parametri preimpostati, dal banner pubblicato tenendo conto dei nostri dati di navigazione o per finire a farci credere che siamo tutti amici in base ai dati che noi abbiamo fornito….

Anche se in maniera estrema il concetto dei social network si basa su questo, dati contenuti in un database per “sempre” e le nostre informazioni che servono per farci credere che il “fato” ha vegliato su di noi…

Ora questa tecnologia che già ha largo impiego nei cellulari comincerà a prendere piede anche nella nostra vita quotidiana che abbiate o no dei mezzi tecnologici in tasca: nuovi tipi di sistemi integrati, hardware e software, finora utilizzati principalmente nel settore della sicurezza, che renderanno possibile, attraverso un sistema di telecamere applicato a schermi di ogni tipo, ma anche a vetrine e perfino a distributori automatici e registratori di cassa per fornire in tempo reale un identikit del consumatore.

Dal prossimo anno non saremo più solo noi a guardare le cose, ma saremo anche guardati delle cose.
Infatti al Ces, il grande salone dell’elettronica di Las Vegas, saranno presentate queste nuove tecnologie e la prima azienda a rendere note alcune delle caratteristiche della sua nuova creazione è un’azienda di New York la «Immersive Labs». A lei si deve la creazione di «Cara» un sistema basato sui principi dell’Intelligenza artificiale.
L’altro effetto è quello di modificare il tipo di pubblicità on line da presentare all’interno degli schermi presenti ad esempio all’interno di un negozio o in qualsiasi altro tipo di luogo pubblico, in base a chi sta guardando il display in quel momento. Il software permette poi di collegarsi a database esistenti ( vedi Facebook) permettendo (in linea puramente teorica, dicono) anche di identificare chi sta acquistando e in ogni caso di capire se è giovane o vecchio se è uomo o donna e di tracciare un identikit delle sue abitudini commerciali.

Immaginate le applicazioni sulla TV, la Radio o il PC di casa vostra, forse a questo punto il canone lo dovranno pagare a noi???
Si perchè alla fine il motore che spinge a queste nuove frontiere è solo il denaro che come sempre chi è usato non ne ha alcun beneficio.
Google ci fotografa costantemente case,vie, e persone e solo lui ci guadagna. E già ha il monopolio delle ricerche in internet e ci indirizza verso ciò che vuole.
Facebook ci fa credere di darci un servizio mentre sarebbe molto meno invasivo il vecchio metodo “decido io” quando e dove con messenger e chat estranee a tutta questa condivisione ( invece si inventano ogni giorno metodi per tenerti connesso) e non ci guadagnamo nemmeno un centesimo.
YouTube che ha fatto un esemplare commercio e introito di milioni di euro sfruttando l’esibizionismo delle persone e non gli da nemmeno un centesimo che sia uno in confronto ai milioni che fanno loro.

A questo punto dubito che gli oggetti che ci “osserveranno” ci faranno comprare prodotti più genuini o più a buon mercato perchè i commercianti avranno risparmiato sul rischio di proporre dei prodotti invece di altri…

Di sicuro sarà, quasi sicuramente, un nuovo metodo per abbassare il nostro potere decisionale e indirizzare le nostre opinioni verso ciò che avranno deciso i “pubblisher”.

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A cosa serve una grande profondità di campo se non c'è un'adeguata profondità di sentimento? (Eugene Smith)



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