Una città di invisibili che cresce al ritmo di uno sparito ogni ora

SARA: MINORI SCOMPARSI, DA DENISE A ANGELA CELENTANOSolo in Italia sono 23.545 (italiani, stranieri, maggiorenni e minorenni) che risultano scomparsi al 31 gennaio di quest’anno. Un esercito di fantasmi che si irrobustisce al ritmo di 8000 donne e uomini l’anno. Più o meno, uno l’ora. Tutti li cercano. Ma nessuno li cerca davvero. O, meglio, nessuno li cerca come li si potrebbe cercare. Soprattutto se si scompare “normalmente”. Senza che l’improvviso vuoto di chi non c’è più lasci immaginare la trama nera di un delitto, di un sequestro. Di una violenza tra le mura domestiche. Senza dunque un solo vagito della comunità cui si appartiene o un sussulto delle cronache.

Solo se si diventa cronaca, si continua ad esistere anche da scomparsi. E, normalmente, si diventa cronaca, se si è bambini. Perché solo allora la soglia di tolleranza della comunità si ritiene lesa al punto da sollecitare la mobilitazione. Le statistiche lo documentano. Dal 1983, il Paese è riuscito a venire a capo dei suoi minori svaniti nel nulla soltanto per tredici scomparsi.

Soltanto a Milano, ogni anno, un terzo dei cadaveri rimane senza identità. Un’ ottantina in gran parte inumati, perché non ci sono più celle dove metterli. E, per altro, il nostro problema continua ad essere quello di incrociare i dati. È una procedura delicata, che richiede protocolli rigidi e soprattutto condivisi.

Il problema sta dilagando e nessuno sembra sottolineare l’importanza e la drammaticità che si ripercuote sulla nostra società. A parte l’ interesse di poche trasmissioni televisive, con fasce orarie limitate e pochi minuti a disposizione per ogni caso, nulla si muove e nulla anima l’interesse dei cittadini che sembrano scongiurare una simile disgrazia facendo spallette.

Eppure è un problema che potrebbe colpire ognuno di noi e i dati non sono di certo confortanti. Possibile che non si sia creata una Squadra Speciale che si occupi solamente di questi casi?

Possibile che nessuno abbia fatto in modo di far diventare certe trasmissioni come “Chi l’ha visto?” dei veri e propri servizi di informazione televisiva 24h su 24h per aiutare queste persone scomparse e le loro famiglie?

Elisa Pozza Tasca, ex deputata della Margherita, presiede da cinque anni l’associazione “Penelope”, una onlus con sede a Roma. Una delle poche porte, forse la sola insieme alla redazione di “Chi l’ha visto?”, cui bussare per chi cerca uno scomparso. Due volontari. Lei e un tesoriere. Due telefoni cellulari. Il suo e quello del marito.

Spero che anche questo articolo serva a risvegliare il senso civico e morale delle persone affinchè possano creare una solida barriera contro questi subdoli e meschini reati di sparizione!


Murax

Autore: Murax

Biografia:

Perché non posso fingere di non vedere la supponenza, la maleducazione, la furbizia e la malevolenza gratuite. E cerco di fingere che vada tutto bene (almeno per un po') perché lo so che non viviamo in un mondo perfetto e che il male è dentro di noi, ma c'è un limite ad ogni cosa.



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