Una generazione di caduti nell’abisso

generazione-senza-speranzaNon c’è lavoro e non si cerca nemmeno più. Un fenomeno che preoccupa tutta Europa in questo momento di recessione ancora profonda ma che in Italia sta diventando ancora più dirompente. Stiamo parlando di una generazione che si ritiene “senza speranza”, che vive alla giornata, se non sulle spalle della famiglia di origine e non riesce a realizzare piani per costruirsene una propria o comunque per la creazione di una vita autonoma. Con la pubblicazione dei nuovi dati sulla dissocupazione in Europa relativi al mese di marzo si nota che a livello generale è salita al 9,5% e quella giovanile (15-24 anni) è cresciuta ancora di due punti al 35,9%.

Dall’inizio della crisi, la proporzione dell’occupazione a tempo determinato e a tempo parziale è aumentata fino a raggiungere rispettivamente il 13,4% e il 15,2% dell’occupazione totale. Inoltre, il 50% del lavoro a tempo parziale e il 68% del lavoro a tempo determinato non è frutto della libera scelta dei lavoratori.

E mentre i nostri politici fanno guerre interminabili per chi sarà il più “furbo” a fregare di nuovo gli Italiani, senza dare nessuna conferma di cambiamento radicale almeno al mondo lavorativo, il nostro paese è allo stremo: i giornalisti che ci raccontano episodi che si vedevano nei primi del dopoguerra, persone che fanno la fila alla caritas oppure a cercare il mangiare negli scarti dei mercati.

Basta fare un giro nell’immenso Magazzino di internet per rendersi conto di cosa offre il mercato e di chi cerca qualche lavoro che gli permetta di sopravvivere. Migliaia di siti più o meno specializzati per la somministrazione del lavoro, vere e proprie banche dati di curriculum vitae da ogni parte d’italia e non solo, disponibili a qualsiasi mansione.
Eppure le aziende sembrano che giochino al ribasso con le vite di queste persone, possibile che non ci siano punti d’incontro tra milioni di offerte e migliaia di aziende che dicono di cercare ma non trovano elementi validi???
Forse è un bel giochetto alla “Marchionne” per approfittare della situazione?
Infatti quando si trovano offerte da parte di alcune aziende si nota subito l’atteggiamento di chi cerca il supereroe di turno: 3-5 anni di esperienza, flessibilita ai turni, ai giorni festivi, alle mansioni svolte. E se cercano prima esperienza descrivono che il rapporto sarà con somministrazioni di mese in mese etc… In tutti i casi di stipendio non si parla mai!

Stipendio, oh quale parola soave. Certo, sopraffatti dalle cifre allucinanti che diamo ai nostri Super Politici, la domanda vien da sè: ma che fine hanno fatto i discorsi per equipararci agli stipendi europei? Siamo ancora ad una media di circa 500 Euro in meno rispetto ai corrispondenti lavoratori dello stesso settore. E’ bene sottolinearlo perchè ci sono ancora delle persone che dicono che alcuni lavori no si vogliono più fare, senza dire che ci sono stipendi da 800 – 900 euro , o meno, 8 ore di lavoro, in alcuni casi anche 2 -3 ore di viaggio tra andata e ritorno.

Si può avere una retribuzione inferiore alle spese sostenute per ottenerla? Possibile avere un reddito inferiore all’affitto?
Tutti abbiamo la calcolatrice e se non c’è una convenienza economica, inutile muoversi.
Imprese che non trovano i lavoratori per il solo motivo che vogliono persone super preparate e autentiche macchine da soldi da pagare una misera.
Se c’è un lavoro buono poi è riservato ai “figli di”. Ovviamente anche i compensi dipendono da chi ti ha segnalato, non da quello che sai fare. La cultura del talento e del risultati non sono valori propriamente italiani come anche il libero mercato, che in Italia non si vuole proprio realizzare.
Senza contare che specie in questo periodo di crisi tanti diritti sono stati anche calpestati per la paura di perdere una fonte di guadagno.
Ecco perchè continuano ad usare la parola giovani disoccupati. Per non dare un senso al tempo che passa: io ero un giovane disoccupato e aspetto ancora!
Grazie Scrivianchetu per lo spazio allo sfogo.

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« Se ho visto più lontano, è perché stavo sulle spalle di giganti ». ( Isaac Newton )



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