Unipol tenta scalata e lo fa correttamente

fazio-e-caltagironeTutti assolti tranne Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti. E’ la conclusione del processo in Corte d’appello a Milano sulla tentata scalata a Bnl da parte di Unipol. Tra i 10 imputati per i quali cadono le accuse anche l’ex presidente della Banca d’Italia, Antonio Fazio, che in primo grado era stato condannato a 3 anni e mezzo, il manager Carlo Cimbri e l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone. Al centro del processo i reati di aggiotaggio, ostacolo agli organi di vigilanza e insider trading. I giudici hanno assolto tutti gli imputati dal reato di aggiotaggio perchè il fatto non sussiste.

Lo scorso 31 ottobre la prima sezione penale di Milano aveva condannato tutti per uno dei capitoli del cosiddetto “risiko bancario” e della stagione dei “furbetti del quartierino”, che risale all’estate del 2005: Cimbri, allora ad di Unipol, era stato condannato a 3 anni e 7 mesi e gli immobiliaristi Coppola, Ricucci e Statuto a 3 anni e mezzo; in primo grado erano state comminate condanne a 3 anni e mezzo anche per Gnutti, i fratelli Lonati, Leoni, l’europarlamentare del Pdl Bonsignore e per Caltagirone. Questi ultimi in appello sono stati tutti assolti. In primo grado erano stati assolti alcuni imputati, tra cui l’ex capo della vigilanza di Bankitalia, Francesco Frasca, imputati però per i quali l’accusa non ha poi presentato appello.
Vito Bonsignore, Danilo Coppola, Ettore Lonati, Tiberio Lonati, Stefano Ricucci, Giuseppe Statuto, Guido Leoni, Emilio Gnutti, tutti condannati in primo grado a 3 anni e 6 mesi, sono stati assolti. Come conseguenza dell’assoluzione del banchiere Leoni e dell’imprenditore bresciano Gnutti sono state revocate le sanzioni pecuniarie nei confronti della Banca Popolare dell’Emilia Romagna (270mila euro in primo grado) e di Hopa (400mila euro in primo grado).
Revocata anche la provvisionale da 15 milioni di euro che in primo grado era stata riconosciuta alla parte civile Bbva. Il tribunale di Milano con la sentenza di primo grado aveva condannato alcuni degli imputati tra i quali Giovanni Consorte, Antonio Fazio e Francesco Gaetano Caltagirone a dover pagare 15 milioni al Banco di Bilbao, ma la Corte d’appello ha revocato questa decisione, condannando invece il Bbva a pagare le spese di giudizio.
Questi i fatti, che dire, anche stavolta la giustizia lascia pensare. Non solo si è perso chissà quanto denaro dei contribuenti per una farsa, ma il tutto si riduce che tentare di fare la scalata è lecito basta che non se ne accorgano?
Tutti assolti ed erano solo loro a giocare e le pene, sia in primo grado che in secondo, sono così lievi da far pensare al perchè si perde tanto tempo e denaro a perseguire queste persone?…
Anche se fossero stati tutti condannati, come in primo grado, erano pene di 3-5 anni…
Chissà quanto gli daranno a quel tizio che, assillato dai debiti, ha inscenato una tentata rapina…

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