Vivisezione: il business della tortura

vivisezione-politici-che-hanno-votato-siFinalmente è stata messa la parola “Fine” ad un ennesimo centro di sterminio per animali: Green Hill di Montichiari. Teatro di innumerevoli proteste di animalisti e servizi giornalistici con filmati al dir poco raccapriccianti acui hanno messo un cartello : “Area sottoposta a sequestro probatorio”.

Gli agenti del Corpo forestale dello stato e della Digos della Questura di Brescia hanno infatti posto i sigilli su ordine del pm Ambrogio Cassiani che ipotizza il reato di maltrattamento di animali nei confronti di tre persone ai vertici della Green Hill.
Principalmente due i problemi sollevati nel decreto di sequestro: si ipotizza che i beagle siano utilizzati non solo a fini scientifici, ma anche per ricerche connesse alla cosmesi e questo non sarebbe in linea con la legislazione italiana (accusa che Green hill respinge con forza dfinendola “infondata”). Poi ci sono le condizioni in cui sono custoditi i cani: il beagle è un ‘segugio’ e necessita di vivere all’aria aperta e non in gabbie come nella struttura bresciana.
La lentissima mano della legge alla fine si è fatta notare dopo innumerevoli denunce e filmati dove si vedevano le condizioni “Bestiali” di circa 2500 cani Beagle destinati alla sperimentazione.
Lega antivivisezione e Legambiente cantano vittoria (anche se parziale): “Ci auguriamo che gli accertamenti in corso, disposti dalla Procura, possano fare luce, definitivamente, sulle reali condizioni di vita degli animali rinchiusi nei padiglioni della struttura”, come se tutto ciò a cui abbiamo assistito ( foto e filmati ne è pieno internet) non fosse sufficiente; ma probabilmente gli interessi economici sono enormi.

Infatti, parlando di interessi economici, non possiamo non ricordare l’allarme lanciato dall’Aidaa, che sottolinea come nel triennio 2007-2010 gli animali sottoposti alla sperimentazione siano stati complessivamente circa 2,6 milioni, di cui il 70% solo in Lombardia. Ogni giorno, infatti, ben 2637 animali finiscono nelle mani dei ricercatori-torturatori e di loro soltanto pochi riescono a sopravvivere.
Confrontando questi dati con quelli dell’ultimo anno inoltre, è emerso che gli animali destinati agli vivisezione per la ricerca di base siano 425 mila ogni anno quelli per lo sviluppo dei farmaci, 106 mila ogni anno quelli usati per i nuovi test sui farmaci, quelli per gli esperimenti e i test sulla tossicità (compresi i gas usati in guerra), 65 mila ogni anno, e per gli esperimenti menti di diagnosi delle malattie 25 mila ogni anno.
Gli animali destinati alla vivisezione per lo sviluppo dei farmaci veterinari sono invece 21 mila ogni anno, e quelli catalogati come altri esperimenti 16 mila ogni anno. Si tratta di numeri che non lasciano e non possono lasciare indifferenti, dai quali si evince come il mercato degli animali usati per i test frutti la bellezza di 250 milioni di euro all’anno.

Come si può vedere da questi numeri il business che gira attorno, anzi sulla pelle degli animali destinati alla sperimentazione è enorme. Solo con il costo degli animali che vengono importati nell’oltre 95% dei casi si potrebbe avviare un fondo per le tecniche sostitutive. Il fatto che questo non si prenda in considerazione la dice lunga. Oltre a proibire l’allevamento degli animali destinati ai laboratori sarebbe ottima cosa anche vietarne l’importazione.

Ma per oggi un punto và alla civiltà e godiamocelo!!!

Firmato: Randaggio
Sito web: http://filmstreamita.altervista.org/
Twitter :


Tossico

Autore: Tossico

Biografia:

« È la dose che fa il veleno » (Paracelso)



Contatti

Scrivi La Tua Opinione

*

Immagine CAPTCHA

*